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Paura sui mercati con VIX ai massimi a 5 mesi, sell-off su azioni e bond

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Il balzo del Vix, conosciuto come l’indice della paura, sancisce il momento delicato che stanno attraversando oggi i mercati con il rally senza soste delle ultime 4 settimane che stava portando Wall Street a chiudere il miglior mese di gennaio dal lontano 1987. Oggi i mercati azionari segnano forti ribassi con il settore pharma che sta zavorrando Wall Street. Parallelamente va in scena iol sell-off sull’obbligazionario con il rendimento dei Treasury ai massimi dal 2014. Sul valutario perde di nuovo quota il dollaro Usa, mentre tra le materie prime cede il passo il petrolio.

Il CBOE Volatility Index (VIX), il barometro della prevedibile volatilità delle azioni a breve termine, ha toccato un massimo di 15,42, il livello più alto dallo scorso agosto e non lontano dai top 2017 che stazionano poco oltre quota 16. L’indice VIX stima la volatilità attesa basata sui prezzi delle opzioni dell’S&P 500 e suoi valori bassi corrispondono a un sentiment tranquillo degli investitori.

A inizio anno il Vix aveva toccato un nuovo minimo storico sotto quota 9.

Tassi treasury ai massimi dal 2014, domani la Fed

I rendimenti dei titoli del Tesoro USA sono saliti ai massimi più di tre anni (2,73% per il decennale) con le aspettative che le banche centrali a livello globale ridurranno gli stimoli monetari in scia all’ulteriore miglioramento delle prospettive economiche. “Un’accelerazione nel sell-off dei mercati obbligazionari globali sembra iniziare a impattare sul recente rally nei mercati azionari globali”, commenta Michael Hewson, chief market analyst di CMC Markets.

Domani attesa per il primo meeting del 2018 della Federal Reserve, che coinciderà con l’ultima riunione presieduta da Janet Yellen prima dell’avvicendamento con Powell.

A Wall Street lo S&P 500 cede lo 0,79% dopo la prima ora e mezza di contrattazioni, -0,60% per il Nasdaq 100. L’accordo tra Amazon, Berkshire e Jp Morgan per offrire servizi di healthcare ai loro dipendenti Usa non è stato preso bene dalle società del settore healthcare.

“Con i rendimenti sul comparto governativo a questi livello abbiamo l’impressione che più di qualche investitore stia iniziando a chiedersi se vale la pena rimanere esposti sull’azionario, troppo caro al momento – rimarca Vincenzo Longo, market strategist di IG – .  Il costo opportunità di detenere equity inizia a farsi sentire, anche se questo potrebbe essere solo un assaggio. Fintantoché le indicazioni macro rimangono ancora così brillanti non crediamo che il mercato possa andare incontro a un’inversione di tendenza“.

Correzione del 5% manca da oltre 400 giorni

Alcune banche d’affari, tra cui BofA Merrill Lynch, hanno avvertito circa l’emergere di segnali di ipercomprato con la possibilità che nelle prossime settimane il mercato segni una correzione anche se le aspettative per l’intero 2018 rimangano positive.

L’S&P 500 ha inanellato una striscia record superiore ai 400 giorni senza un pull back del 5%, superando i 395 giorni di fine anni ’90 e i 384 giorni di metà anni ’60.