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Paulson non basta a Fannie Mae e Freddie Mac, per il New York Times saranno 150 i fallimenti

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Le colonne portanti del settore immobiliare Oltreoceano, Fannie Mae e Freddie Mac, sono sopravvissute ieri al primo test sui mercati finanziari. Le “disavventure” delle due società che garantiscono circa la metà dei mutui immobiliari americani sono risuonate sulle Borse di tutto il mondo come un avvertimento per governo, mercati e risparmiatori, sul futuro.


E dopo aver vissuto una seduta in altalena Fannie Mae e Freddie Mac hanno chiuso però in ribasso. Il duro fine settimana del ministro del Tesoro Usa Henry Paulson e della Federal Reserve di Ben Bernanke sarà ricordato per aver dato i suoi frutti nell’immediato, ma anche per la raffica di critiche. Con un’azione congiunta Casa Bianca e Fed hanno deciso di tenere in vita le due strutture, anche se non sono mancate le polemiche anche eccellenti su questa decisione.

 

E’ il caso di Barak Obama in corsa per diventare il prossimo inquilino della Casa Bianca che nel suo intervento ha tuonato contro le misure intraprese da Bernanke e da Paulson dicendo che le azioni devono servire a proteggere i proprietari delle case, non a salvare manager e azionisti. C’è chi è andato anche oltre le critiche come il New York Times: il quotidiano americano ha previsto che saranno 150 i fallimenti bancari negli Stati Uniti prima che si possa voltare pagina dalla crisi del credito innescata dal dissesto dei mutui subprime.

 

Come dire che con l’affaire Fannie Mac e Freddie Mac e la bancarotta di IndyMac Bank, una cassa di risparmio con 32 miliardi di dollari di asset e 19 miliardi in depositi, terzo più grande fallimento bancario nella storia degli Stati Uniti, siamo solo l’antipasto. In questo clima di nervosismo hanno aperto i mercati in Europa questa mattina. Sullo sfondo il dato dello Zew che verrà annunciato alle 11 oggi.

 

Secondo un sondaggio effettuato dall’agenzia Bloomberg la fiducia dei consumatori in Germania molto probabilmente scenderà al livello più basso dagli ultimi 16 anni a luglio a causa della crescita dell’inflazione e dei tassi di interesse più alti che portano a ritenere probabile una revisione sulle stime di crescita della più grande economia in Europa. Le attese sono per un calo dell’indice ZEW a 55 dal -52,4 di giugno.

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