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Patto Telco verso il rinnovo, ma adesso Bernabè deve puntare alla crescita

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Nessuno scossone in vista dal rinnovo del patto Telco, la scatola che controlla il 22,4% di Telecom Italia. Domani infatti è l’ultimo giorno disponibile per disdire il patto, ma gli azionisti di Telco (Telefonica 46,1%, Generali 30,7%, Mediobanca 11,6%, Intesa SanPaolo 11,6%) sembrano orientati a rinnovare la fiducia al management del gruppo tlc, in primis all’amministratore delegato Franco Bernabè. “La mia sensazione è che non succederà nulla e il patto Telco proseguirà almeno fino al 2013. Come azionisti siamo soddisfatti dell´andamento dell´azienda”, ha dichiarato ieri Gaetano Miccichè. “Sul Cda deciderà l´assemblea del 2011 ma a nostro avviso Galateri, Bernabè e tutto il management stanno lavorando molto bene”. Il mandato di Bernabè, salito alla guida della Telecom a fine 2007, scadrà la prossima primavera. Il manager ex Eni dovrebbe quindi essere confermato per un altro triennio a capo del colosso delle telecomunicazioni. Con un obiettivo preciso da seguire: dopo la stagione della ristrutturazione, adesso Bernabè dovrà aprire la fase della crescita.


Per Bernabè l’ultimo triennio alla guida di Telecom è stato contrassegnato da luci e ombre. Le luci sono arrivate soprattutto dalla vittoria nella partita sudamericana, con il rafforzamento di Tim Brasil e l’intesa strappata in Argentina con la famiglia Werthein, che ha significato la fine di una battaglia durata oltre due anni e potrebbe spalancare le porte a nuove mire espansionistiche nel continente latinoamericano. “Prevediamo di investire circa 2 miliardi di euro nei prossimi anni per la dotazione infrastrutturale del Paese”, ha dichiarato l’Ad del gruppo tlc. In Italia, invece, poco tempo fa la società è riuscita ad ottenere un incremento del costo dell’affitto dell’ ultimo miglio della rete di nuova generazione. Infine, Bernabè ha già promesso che quest’anno alzerà il dividendo a 6-7 centesimi per azione contro i 5 centesimi pagati lo scorso esercizio.

Le noti dolenti sono sostanzialmente il debito monstre e la persistente debolezza sul mercato mobile domestico. “Il focus principale resta la riduzione del debito”, continua a ripetere Bernabè. Ma Telecom Italia, nonostante le cessioni in Francia e Germania abbiano portato nelle casse 1,65 miliardi, resta la società di telecomunicazioni più indebitata d’Europa (34 miliardi di euro a fine giugno). Sul fronte italiano, bisogna segnalare lo storico sorpasso di Vodafone nel segmento mobile e la costante perdita di clienti (4 milioni nel 2009). Il gruppo diffonderà i conti del terzo trimestre il prossimo 4 novembre e il trend dovrebbe essere molto simile a quello della prima parte dell’anno. “La trimestrale non dovrebbe presentare grosse sorprese”, confida un analista contattato da Finanza.com, secondo cui verrà di nuovo sottolineata “la debolezza del mercato domestico e la forza del Brasile”.