Patrimoni, le famiglie italiane perdono posizioni nella classifica mondiale della ricchezza

Inviato da Massimiliano Volpe il Mer, 24/09/2014 - 14:37
I risultati della ricerca. Allianz ha esaminato la situazione patrimoniale e debitoria delle famiglie in oltre 50 Paesi nel mondo. Secondo i risultati della quinta edizione del "Global Wealth Report", nel 2013 la ricchezza finanziaria lorda mondiale delle famiglie è cresciuta del 9,9%, l'incremento più significativo dal 2003. Questo trend ha portato il patrimonio finanziario lordo mondiale al nuovo livello record di 118.000 miliardi di euro. Nel raffronto mondiale l'Italia resta ferma al 14° posto della classifica dei Paesi più ricchi, con una ricchezza finanziaria netta media pro capite pari a 48.800 euro (+2,9%) alla fine del 2013. La Svizzera si conferma al top della graduatoria, davanti agli Stati Uniti e, a parte la Svizzera, soltanto altri cinque paesi europei si posizionano davanti all'Italia: Danimarca, Regno Unito, Svezia, Paesi Bassi e Belgio, mentre Francia e Germania seguono nel ranking, rispettivamente al 15° e 16° posto.

L'Italia perde posizioni nella classifica mondiale. Il divario tra Italia, da un lato, e gli altri membri dell'Unione monetaria con piazzamenti migliori è però cresciuto notevolmente rispetto all'anno precedente. Anche in un'ottica di lungo periodo, l'andamento della ricchezza italiana è stato piuttosto deludente: dal 2000 al 2013, la ricchezza finanziaria netta pro capite degli italiani è diminuita e l'Italia è scivolata indietro di sette posizioni nel ranking globale. Guardando alla ricchezza finanziaria lorda, l'Italia ha registrato un incremento del 2,1% nel 2013, inferiore alla media europea. E dal 2007 allo scorso anno, il trend di crescita è stato del 3,6%, pari soltanto a un quarto dei tassi di sviluppo in Europa. Durante il periodo, le famiglie italiane hanno ridotto considerevolmente le capacità di risparmio, sceso a poco meno del 60% rispetto ai livelli del 2007. Tale andamento è derivato dalla crisi e dal contesto di bassi tassi d'interesse che hanno colpito le famiglie italiane. Allo stesso tempo, la crescita del l'indebitamento ha segnato un forte rallentamento dall'inizio della crisi finanziaria, registrando nel biennio 2012-2013 una flessione dell'1,5%. In termini di debito pro capite, gli italiani con una media di 15.100 euro sono tra le famiglie meno indebitate in tutta la regione, superando soltanto la Grecia (11.480 euro di debiti pro capite).

Sempre più disuguaglianza sociale anche in Italia. La ricerca di  Allianz ha analizzato per la prima volta, per mezzo di una "matrice patrimoniale", lo sviluppo della distribuzione della ricchezza all'interno dei vari Paesi. I risultati mostrano un quadro differenziato: nella maggior parte dei Paesi presi in considerazione, negli ultimi dieci anni la distribuzione della ricchezza è rimasta invariata o è migliorata. È questo il caso soprattutto nei Paesi emergenti e in particolare nell'America Latina. In alcuni grandi Paesi come l'India e la Russia, così come nei Paesi industrializzati, si osserva invece una tendenza opposta: nella maggior parte dei casi la distribuzione della ricchezza ha subito un peggioramento, il che equivale a dire che la ricchezza del 10% più ricco della popolazione è ulteriormente cresciuta. Il Paese in cui questa tendenza è più evidente sono gli Stati Uniti, ma altri Paesi europei come Italia, Francia e Irlanda hanno registrato un significativo aumento della disuguaglianza economica. La crescita fondamentalmente debole della ricchezza dovuta alla crisi sembra ripercuotersi maggiormente sui patrimoni di piccole e medie dimensioni. "I risvolti politici di questa situazione sono chiari - ha commentato Michael Heise, capo economista del gruppo Allianz - Chi si batte per una distribuzione più omogenea della ricchezza non deve tanto cercare di frenare la crescita della ricchezza con tasse e imposte, quanto piuttosto puntare a promuoverla a tutti i livelli. La crescita è lo strumento migliore per ottenere una maggiore giustizia sociale".





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