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Passato l’effetto-Fed, prevale la cautela sui listini europei

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Chiusura di ottava all’insegna della cautela per le borse europee. Prese di beneficio per l’azionario di Eurolandia dopo i rialzi che hanno fatto da corollario alla decisione della Federal Reserve di alzare il costo del denaro a stelle e strisce per la prima volta dal 2006. Il Ftse100 ha terminato in calo dello 0,76% a 6.056,38 punti, il Cac40 ha perso l’1,12% a 4.625,26 e il Dax è sceso dell’1,21% a 10.608,19. -1,63% per l’indice della borsa di Madrid a 9.717,1.

In agenda macro la bilancia delle partite correnti di Eurolandia che ad ottobre ha segnato un avanzo di 20,4 miliardi di euro, in calo rispetto ai 30,1 miliardi della precedente rilevazione. Gli analisti avevano stimato un incremento del surplus a 32,2 miliardi. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, discesa maggiore delle stime per l’indice Pmi relativo il settore dei servizi statunitense, passato da 56,1 a 53,7 punti.

A Londra +0,1% di Glencore, +1,12% di Rio Tinto e +5,73% di Anglo American nonostante Goldman Sachs abbia ridotto il prezzo obiettivo sui tre titoli. Sul listino francese +1,53% per Casino Guichard Perrachon, definita dalla società di ricerca Muddy Waters “una delle compagnie più sopravvalutate e mal interpretate ” mai viste.