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Partita raccolta firme per dimissioni deputati Pdl. Napolitano: annunci inquietanti, si trovino altre forme

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Durissima presa di posizione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, alla presa di posizione dei parlamentari Pdl che minacciano dimissioni in blocco in caso di decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. Il capo dello Stato definisce inquietanti gli ultimi sviluppi auspicandosi che il centro-destra torni sui suoi passi e si trovi un’altra forma per esprimere la vicinanza al suo leader senza mettere a repentaglio lo svolgimento delle funzioni dei due rami del Parlamento.

Le parole di Napolitano non sembrano però fermare il Pdl. Proprio in risposta alla nota del Quirinale i deputati del Pdl hanno avviato una raccolta di firme per rassegnare le dimissioni. Si intende quindi portare avanti la linea annunciata ieri sera con dimissioni di massa dei parlamentari del Pdl se il 4 ottobre la Giunta del Senato voterà la decadenza di Berlusconi.

La nota del Colle
Nella nota diffusa a metà giornata dal capo dello Stato si rimarca che l’orientamento assunto ieri sera dall’Assemblea dei gruppi parlamentari del PdL non è stato formalizzato in un documento conclusivo reso pubblico e portato a conoscenza dei Presidenti delle Camere e del Presidente della Repubblica. Napolitano prosegue definendo “inquietante l’annuncio di dimissioni in massa dal Parlamento, ovvero di dimissioni individuali, le sole presentabili,  di tutti gli eletti nel PdL. Ciò configurerebbe infatti l’intento, o produrrebbe l’effetto, di colpire alla radice la funzionalità delle Camere. Non meno inquietante sarebbe il proposito di compiere tale gesto al fine di esercitare un’estrema pressione sul Capo dello Stato per il più ravvicinato scioglimento delle Camere“.
 
“C’è ancora tempo – aggiunge Napolitano –  e mi auguro se ne faccia buon uso, per trovare il modo di esprimere la loro vicinanza politica e umana al Presidente del PdL, senza mettere in causa il pieno svolgimento delle funzioni dei due rami del Parlamento”. Infine la nota del Quirinale rimarca la “gravità e assurdità dell’evocare un colpo di Stato o una operazione eversiva in atto contro il leader del PdL. L’applicazione di una sentenza di condanna definitiva, inflitta secondo le norme del nostro ordinamento giuridico per fatti specifici di violazione della legge, è dato costitutivo di qualsiasi Stato di diritto in Europa, così come lo è la non interferenza del Capo dello Stato o del Primo Ministro in decisioni indipendenti dell’autorità giudiziaria”.