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Parte bene l’earning season delle banche Usa, pieno di utili per JP Morgan

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Non delude la trimestrale di JP Morgan, prima grande banca statunitense a togliere i veli dai conti del terzo trimestre. La seconda banca statunitense ha visto i propri profitti salire del 23 per cento rispetto all’analogo trimestre 2009, oltre le attese del mercato grazie al minore costo del credito.


JP Morgan ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto di 4,42 miliardi di dollari, pari a 1,01 dollari per azione (Eps). Il risultato è superiore alle stime di mercato che indicavano un Eps di 88 centesimi di dollaro. Nel terzo trimestre 2009 l’Eps si era fermato a 0,82 dollari. Il giro d’affari complessivo è ammontato a 24,3 miliardi, in rialzo del 23% rispetto al terzo trimestre 2009 (-8% invece rispetto al secondo trimestre 2010). Il coefficiente Tier 1 dell’istituto alla fine del trimestre è pari al 9,5 per cento.

 

Il ceo di JP Morgan, Jamie Dimon, ha rimarcato come lo scorso trimestre “il positivo trend del credito ha contribuito al raggiungimento di risultati migliori. Il commercial banking ha registrato un fatturato record, mentre l’Asset Management ha mostrato forti afflussi netti per 38 miliardi dollari nel trimestre”.

 

Riscontri più deboli per l’Investment Banking (IB) che ha visto i ricavi attestarsi a 5,35 mld di dollari, in calo del 15% rispetto al trimestre precedente e del 35% rispetto ai 7,5 mld del terzo trimestre 2009.  L’utile netto dell’IB risulta di 1,286 mld, in calo sia sul trimestre precedente (-7%) che sull’analogo trimestre del 2009 (-33%).

 

Settimana prossima sarà il turno delle altre big bancarie a stelle e strisce con i conti di Bank of America e Citigroup, rispettivamente prima e terza banca statunitense. Le stime sono di utili per 1,1 mld di dollari per Bank of America e 1,8 mld per Citigroup.