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Parolin: “Euro/dollaro: livelli da controllare a 1,30 e 1,2550”

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Seduta favorevole all’euro sui mercati valutari internazionali ma la moneta unica sembra aver perso lo sprint che l’aveva portata, nelle settimane scorse, a testare la soglia a 1,30 contro il dollaro. A meno di mezz’ora dalla chiusura delle contrattazioni sui mercati del Vecchio continente la divisa europea avanza dello 0,40% a 1,2840. Il rallentamento del cambio euro/dollaro non è sfuggto all’osservazione di Tiziana Parolin, analista tecnico di B&S Joint , che lo imputa al fatto di aver avvicinato una soglia particolarmente importante “sia a livello psicologico, sia a livello politico. Infatti – prosegue Parolin – nel momento in cui i prezzi si sono portati nei pressi di quota 1,30, alcuni banchieri centrali europei hanno sottolineato la rischiosità implicità in un livello così elevato della valuta unica, dando il via alle prime prese di profitto e dunque al rallentamento”. Il risultato è stato l’inaugurazione di una fase laterale che attualmente “sembra aver trovato un primo punto di verifica in area 1,27/1,2690. Se nei prossimi giorni, anche in virtù dei dati macroeconomici in arrivo da Europa e Stati Uniti, l’euro dovesse scendere sotto 1,27, potremmo assistere a una potenziale estensione della correzione verso 1,2550/1,25 dove è prevedibile una battuta d’arresto e, pian piano, a un ritorno di forza dell’euro fino a ritentare l’importante livello da cui eravamo partiti a quota 1,30. Per il momento – conclude l’analista tecnico di B&S Joint – il range euro/dollaro è identificabile tra 1,30 e 1,2550 mentre rimane sufficientemente distante il livello di potenziale inversione del trend rialzista, per noi situato a quota 1,20”.