La parola al gestore: "Per l'azionario europeo le sorprese non sono ancora finite"

Inviato da Marco Barlassina il Gio, 25/10/2012 - 08:59

I mercati restano vulnerabili e con l'inizio della stagione delle trimestrali le Borse stanno mostrando i primi segnali di fragilità. E' la tesi di Robert Jones, Senior Portfolio Manager Pan European Equity di Union Bancaire Privée (UBP), autore di un commento critico che riportiamo di seguito.

Il forte rialzo estivo dei mercati azionari europei, che ha preso vita nel mese di giugno, è proseguito con un ritmo più blando con l'inizio del quarto trimestre dell'anno. Questa ripresa è stata trainata da un miglioramento del rating e non da una revisione al rialzo degli utili che evidenziano ancora una tendenza negativa. Per questo, la forza della fase di rialzo è stata in un certo senso in contrasto con le notizie provenienti dal mondo delle imprese. Con l'inizio della stagione delle trimestrali, molte imprese, soprattutto del settore industriale, hanno già lanciato un profit warning e continuano a evidenziare la debolezza dei volumi in Europa e la scarsa domanda nei mercati emergenti.

Ciò dovrebbe suggerire che la fase di accelerazione e di ripresa in corso sul mercato è piuttosto fragile e vulnerabile nei confronti di shock. Comunque, sembra essere opinione condivisa da molti che il forte rimbalzo iniziale del mercato si è basato su volumi molto bassi, dato che molti investitori erano rimasti su posizioni difensive. Questa asserzione diventa sempre più scomoda da sostenere, soprattutto perché molti dei titoli difensivi iniziano a sperimentare la dolorosa combinazione di valutazioni elevate a fronte di un flusso di notizie in deterioramento.

Questo posizionamento di mercato, abbinato ad un crescente approccio di sostegno della BCE e dei leader dell'Eurozona, potrebbe portare ad un ulteriore rialzo del mercato entro la fine dell'anno. Forse in maniera ancora più significativa, il mercato azionario nel suo complesso non è ancora costoso in termini assoluti (IBES 2013 PE 9,8, Dividend Yield 4,6%) ed esprime un buon valore sia rispetto ai dati storici che ad altre asset class Anche dopo una performance robusta da inizio anno, le azioni europee stanno scambiando ancora sui livelli più bassi della banda di oscillazione storica, mentre il rendimento da dividendi in Europa è tra i più alti nei mercati sviluppati, ben al di sopra del rendimento dei titoli di stato e delle obbligazioni societarie investment grade.

Molte società ne sono assolutamente consapevoli e quelle ben investite, con una situazione patrimoniale solida e un buon flusso di cassa, semplicemente non godono della necessaria considerazione. L'indebitamento tra le aziende è su minimi record e c'è una crescente tendenza ad avviare operazioni di riacquisto di azioni proprie e di distribuzione dei dividendi. Alle valutazioni attuali, si tratta di una strategia che incrementa materialmente i guadagni . Novartis, Next e Lancashire sono solo alcune delle numerose imprese che hanno adottato questa strategia. A nostro giudizio, le aziende che non sono in grado di trarre vantaggio da questo scenario continueranno ad arrancare. Le imprese con un flusso di reddito vincolato, come le utilities e le società del settore delle telecomunicazioni, lottano per controllare il loro stesso destino e rimangono costantemente sotto la minaccia di intromissione da parte del governo.

A livello settoriale, conserviamo un approccio equilibrato e continuiamo a privilegiare il segmento del mercato di più alta qualità. Tra i settori più ciclici, come quello dei prodotti chimici, preferiamo le azioni che beneficiano di fattori strutturali trainanti ai "titoli guida". Tra i settori difensivi privilegiamo quello sanitario, che ha registrato un buon andamento, e continua a presentare una crescita degli utili robusta secondo valutazioni ragionevoli.

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