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Parmalat: torna in auge il dossier Granarolo, ipotesi che non scalda analisti e titolo -1-

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Il subbuglio in casa Parmalat e il recente cambio al vertice in Granarolo potrebbero riportare d’attualità la fusione tra i due gruppi alimentari, già stata valutata nel 2005. E’ la tesi riportata oggi dal Corriere Economia che prende spunto dalle dimissioni dello storico direttore generale di Granarolo, Rossella Saoncella, rimasta al vertice dell’azienda bolognese per ben 15 anni. Saoncella è stata sostituita da un comitato strategico di tre membri, guidato da Gianpietro Corbari. La fusione tra le due realtà emiliane è un vecchio cavallo di battaglia che puntualmente ritorna nelle cronache finanziarie ma, per gli analisti di Equita, “questo scenario è scarsamente probabile”.

Granarolo è il principale competitor di Parmalat in Italia nel business del latte, segmento che rappresenta circa il 60% del suo fatturato. Il gruppo, controllato dal consorzio Granlatte, è inoltre leader di mercato nel latte fresco con una quota del 24%. “Vedremmo limiti antitrust e scarso razionale strategico – sottolinea ancora Equita -, mentre i risparmi derivanti da possibili sinergie sarebbero perseguibili anche attraverso una razionalizzazione dei costi della Parmalat stand-alone”. L’operazione sarebbe con ogni probabilità gradita a Intesa SanPaolo, che possiede il 2,4% di Parmalat e il 19,8% di Granarolo, “ma riteniamo meno gradita ai fondi raccolti nel patto per il rinnovo del board che puntano ad acquisizioni in mercati emergenti”.