Parmalat si affida a Goldman Sachs per l'Opa Lactalis. La palla passa alla Consob

Inviato da Micaela Osella il Mer, 04/05/2011 - 08:40

Sarà l'americana Goldman Sachs a passare al setaccio l'offerta presentata da Lactalis. Niente di più è uscito dalla stanza dei bottoni dove si è riunito il consiglio di amministrazione del gruppo Parmalat ieri nei nuovi uffici di Milano. Un appuntamento lampo: la riunione è durata meno di un'ora. Al termine dell'incontro il ceo Enrico Bondi non ha rilasciato alcun commento. Per lui parla chiaro un comunicato che segnala che l'offerta francese "non è stata nè sollecitata nè concordata" con Parmalat, come dire tra le righe che è ostile. Affidando il mandato a Goldman Sachs per la messa a punto della fairness opinion, ovvero dell'opionione di congruità del prezzo Parmalat prende tempo per studiare la strategia di difesa. In campo ci sono inoltre gli studi legali Shearman & Sterling, Lombardi-Molinari e Legance.

Qualche giorno ancora e toccherà comunque al Cda in calendario settimana prossima, il 12 maggio, che si riunirà per approvare la trimestrale, fare il punto ed esprimersi sull'argomento. Ma al di là della diplomazia di rito, a Collecchio si lavora no stop. Lactalis, già proprietaria di quasi il 29% del gruppo italiano, ha annunciato un'offerta pubblica di acquisto totalitaria sul gruppo alimentare italiano a 2,6 euro per azione in contanti lo scorso 26 aprile e il 29 ha depositato presso Consob la documentazione relativa all'Opa. E proprio su quella valorizzazione il super risanatore Bondi avrebbe fatto intendere che sta valutando la possibilità di fare alzare l'offerta al prezzo pagato dai francesi per rilevare il 15,3% dei tre fondi esteri, ossia di chiedere che sia portato a 2,8 euro per azione.

Se l'asticella del prezzo d'Opa dei francesi verrà alzata, la mossa andrà a sparigliare le carte di una partita che gioca molto sul fattore tempo. Per l'inizio della prossima settimana è infatti atteso il verdetto della Consob al prospetto informativo depositato dai legali dei francesi, in netto anticipo rispetto ai 15 giorni canonici previsti dal regolamento. La Consob, in base al regolamento ha a disposizione 15 giorni di tempo più altri 15 in caso di ulteriori integrazioni per approvare il prospetto. Ma il presidente Giuseppe Vegas, in un'intervista rilasciata a La Stampa, ha già anticipato che il prospetto verrà esaminato rapidamente. Goldman Sachs resta alla finestra, per il momento, in attesa di poter passare al setaccio il documento. "Se il via libera della Consob arrivasse subito, l'Opa potrebbe partire fra due settimane e dovrebbe durare minimo tre settimane secondo la nuova normativa. Considerando poi 5 giorni per il pagamento, si arriverebbe quasi a metà giugno, quindi in tempo per il 16 giugno, che è l'ultimo giorno utile per il possesso delle azioni ai fini del voto dell'assemblea del 28 giugno, dove Lactalis avrebbe comunque la maggioranza con l'attuale 29%", osservano gli analisti di Equita.

"Eventuali ritardi potrebbero arrivare o per richiesta di integrazioni da parte di Consob, o per ritardo nell'ottenimento delle varie approvazioni Antitrust cui l'Opa è condizionata", avvertono. Dettagli a cui Lactalis, avendo interesse a chiudere in tempo l'operazione, potrebbe rinunciare. Se i francesi dovessero presentarsi a giugno, in occasione dell'assemblea con un pacchetto al di sopra del 50%, alla maggioranza dovrebbe spettare al massimo 9 consiglieri su 11. Ma l'incognita Bondi resta in agguato. Intanto anche Roma il tema Parmalat ha tenuto banco. Lo ha fatto alla Camera dei Deputati con il Decreto Anti-scalate, che è stato approvato con 236 sì, 32 no e 235 astenuti. "L'Opa di Lactalis su Parmalat è un'operazione in regola con le norme del mercato", è tornato a ribadire ieri il premier Silvio Berlusconi, che a una settimana dall'incontro al vertice con Nicolas Sarkozy, ha sottolineato la sostanziale correttezza dell'intervento francese sul capitale del gruppo di Collecchio. Non la pensano così invece Codacons e Adusbef: hanno presentato un ricorso al Tar del Lazio per fermare l'Opa francese perchè, a loro avviso, viola il principio di trasparenza. Secondo le due associazioni, infatti, il fatto che Lactalis da anni non pubblichi i bilanci, pagando per questo una multa allo Stato francese, viola i principi del testo Unico della Finanza e del Regolamento Emittenti, mette a rischio i 1,4 miliardi di liquidità di Parmalat, e non garantisce la qualità d'eccellenza della produzione lattiero-casearia italiana.
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