Parmalat non delude, si salvano i telefonici

Inviato da Redazione il Gio, 06/10/2005 - 17:55
E' stato il giorno del ritorno in borsa di Parmalat, con il titolo di Collecchio ha fatto incetta di ordini di acquisto chiudendo a ridosso di quota 3 euro. Un successo che gli analisti avevano previsto. Dall'altra gli ingredienti per un debutto con il botto c'erano tutti: troppe banche, investitori istituzionali e aziende come Granarolo e la francese Lactalis e la multinazionale Nestlè avevano. manifestato da mesi l'interesse verso la società. Chi con Opas allo studio, chi puntando a semplici quote. Giocando d'anticipo alcuni esperti di case d'investimento interpellati da Finanza.com consiglianoagli operatori di essere comunque prudenti, anche se gli elementi per credere che l'azione abbia la strada spianata ci sono tutti, in vista dell'appuntamento dell'assemblea di novembre. Nelle sale operative girava la voce che Enrico Bondi, il commissario straordinario che è riuscito nel miracolo, sarà investito del secondo mandato.
A zavorrare il paniere milanese i titoli petroliferi, gli stessi che dall'inizio dell'anno a oggi hanno messo a segno le migliori performance. Eni ha infatti lasciato sul campo l'1,47% scivolando a quota 23 euro, mentre Saipem ha accusato un ribasso più consistente di quasi 5 punti percentuali. Male il risparmio gestito con Mediolanum e Fideuram in calo di un punto e mezzo percentuale.
Lettera sui bancari. Anche su Mps. Colpa della smentita arrivata dal SanPaolo sulle ipotesi di aggregazione con la banca senese. L'azione partita in territorio positivo, si è girata , chiudendo la seduta in rosso (-2,63% a 3,76 euro). Restano ancora in piedi invece le ipotesi di cambio governance. Ieri il Senato ha infatti votato l'emendamento Eufemi, che fissa un tetto massimo del 30% ai diritti di voto delle Fondazioni nelle banche. Un provvedimento, che se sarà approvato anche dalla Camera, potrebbe cambiare la geografia di Mps. Al momento l'assetto azionario della banca vede infatti la Fondazione Mps con in mano il 49% del capitale. Ma facce nuove sembra stiano scalpitando sulla porta.
Tra i titoli di maggior rilievo sull'S&P/Mib ha tenuto bene Telecom Italia (+0,13%), rialzo più marcato per l'altra telefonica Fastweb (+0,81%).
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