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Parmalat Australia, Bondi tratta la vendita a Burns Philips

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Mentre la comunità finanziaria si interroga ancora sulle notizie diffuse ieri, secondo le quali il tesoro di Tanzi esisterebbe e sarebbe investito in Buoni del tesoro americano, al quartiere generale di Parma il supercommissario Enrico Bondi lavora alacremente su due fronti: da un lato la ricerca di accordi bancari per assicurarsi la provvista monetaria indispensabile per l’attività ordinaria degli stabilimenti (i cosiddetti debiti di funzionamento); dall’altro la selezione di possibili acquirenti per la cessione di attività non considerate centrali o di consociate estere che possano essere cedute senza complesse operazioni. Secondo quanto risulta a Spystocks.com Bondi ieri avrebbe avuto una lunga conversazione con i rappresentanti della divisione fusioni ed acquisizioni di Credit suisse first boston, che assistono la società australiana Burns Philips. Quest’ultima, attiva nel settore agroalimentare, sarebbe interessata all’acquisizione delle attività australiane di Parmalat, la cui presenza nel Nuovissimo continente è ben consolidata dopo alcune acquisizioni locali che ne hanno permesso di raggiungere una posizione di vertice nell’isola continentale. Parmalat Australia ha sempre detto che le sue attività non sono in vendita al momento, soprattutto in attesa che si chiarisca il destino della controllante Parmalat Finanziaria. Una posizione ovviamente difensiva che si concilia con il delicato momento del gruppo. Anche il nome di National foods era circolato ra i candidati all’acquisizione di Parmalat Australia, ma erano giunte subito le smentite.