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Parmalat: Akros, il prezzo giusto senza cash-in revocatorie e’ 1,6 euro

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Anche gli analisti di Banca Akros hanno deciso di dare un prezzo a Parmalat. Complice anche le ultimissime novità da Collecchio. Il Tribunale di Parma ha infatti accolto il ricorso di Hsbc, rinviando alla Corte Costituzionale il quesito circa la legittimità o meno delle azioni revocatorie poste in essere contro le banche, sulla base della legge Marzano, dall’a.d. Enrico Bondi per complessivi 7,46 miliardi. Pronunciamenti che secondo la stampa richiederebbero da 9 mesi a due
anni e che non sono affatto cosa di poco conto. Perché da mesi analisti e gestori dicono che per prezzare il titolo Parmalat molto dipenda proprio dall’esito di queste cause legali e revocatorie. “Riteniamo che l’attuale valore di Parmalat di circa 2,1 euro incorpori 1,6 euro derivanti dalla valutazione delle attività industriali, basata su multipli che scontano una crescita dell’Ebitda margin all’11,7% entro il 2007, quindi già di per sé ottimistica, e 0,7 miliardi di cash-in da azioni revocatorie”, spiegano oggi gli esperti di Akros nella nota uscita raccolta da Finanza.com. “Escludendo quindi tali 0,7 miliardi di cash-in da azioni revocatorie, si ottiene un fair value, che sconta già la realizzazione del piano industriale al 2007, pari ad 1,6 euro per azione”.