Papandreou in bilico, i trader scommettono su uno stop al referendum greco

Inviato da Redazione il Gio, 03/11/2011 - 12:12

"Sul mercato sta circolando un'indiscrezione secondo la quale il premier greco Papandreou uscirà sconfitto dal Consiglio dei Ministri straordinario che si sta svolgendo ad Atene. E' questo che sta trascinando i mercati". Lo ha detto un trader di una primaria sala operativa milanese, contattato da Finanza.com, per spiegare il balzo dei listini che ha preso corpo a partire dalle ore 11.00. L'esistenza di voci di questo tenore è confermato da un altro operatore che chiede di mantenere l'anonimato: il rumor riguarderebbe le dimissioni di Papandreou o comunque la cancellazione del referendum sul piano di salvataggio della Grecia proposto dallo stesso premier. "Molti membri del suo partito sono contrari al referendum - dichiara l'esperto - Le voci che stanno circolando è che il referendum non si farà più perché Papandreou non riuscirà ad avere la maggioranza".

Le parole degli operatori di mercato fanno il paio con quanto stanno battendo le agenzie internazionali. Ad Atene alcuni parlamentari si starebbero allontanando dalle posizioni di Papandreou.

Minore credito sembra invece avere la versione secondo cui alla base del rialzo vi sarebbero voci di un possibile taglio dei tassi d'interesse da parte della Banca centrale europea nella prima riunione presieduta dall'italiano Mario Draghi. Gli analisti sono concordi nel dire che l'ex governatore della Banca d'Italia manterrà una certa continuità con il suo predecessore. E questo si tradurrebbe in una conferma dei tassi d'interesse all'1,5% fino almeno a fine anno. Secondo Mps Capital Services una sforbiciata potrebbe arrivare alla fine del primo trimestre del 2012 e potrebbero essere poche le novità che emergeranno dalla conferenza di Draghi del pomeriggio. "Al massimo, il nuovo presidente dell'Eurotower potrebbe eventualmente modificare il collaterale, niente di più".

Uno degli operatori contattati cita anche un pre-accordo che sarebbe stato raggiunto tra il presidente Usa, Barack Obama e il suo omologo francese Nicolas Sarkozy relativamente a una tassa sulle transazioni finanziarie. "Da un tale intervento potrebbero essere reperite risorse da utilizzare per il salvataggio dei Paesi in difficoltà, ma non si può pensare a una decisione di questo tipo senza la partecipazione della Gran Bretagna", ha aggiunto l'operatore.
 
 
Daniela La Cava, Marco Barlassina
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