Panico sulle Borse, pressing su banche centrali per immediato intervento coordinato

Inviato da Titta Ferraro il Mer, 08/10/2008 - 08:48

Ennesima giornata nera per le Borse mondiali con Wall Street che ieri sera ha inanellato la quinta seduta consecutiva all'insegna dei ribassi con l'S&P 500 sceso sotto la soglia psicologica dei 1.000 punti. Il Dow Jones ha chiuso a 9.447,11 punti (-5,10%), mentre il Nasdaq ha ceduto il 5,80% a 1754.88 punti. In sofferenza tutti i settori con Bank of America scesa del 21% dopo l'annuncio del maxi-aumento di capitale da 10 miliardi di dollari. Inoltre Alcoa ha aperto la stagione delle trimestrali con utili ben al di sotto delle attese. Anche le borse asiatiche pagano dazio (oltre -9% per la Borsa di Tokyo, peggior ribasso degli ultimi 21 anni) e le attese sono per un avvio molto difficile per i listini europei. L'S&P/Mib è atteso a un avvio in ribasso di oltre 1.2000 punti rispetto alla chiusura di ieri, e anche gli altri listini continentali sono attesi ribassi nell'ordine dei 5 punti percentuali in avvio.

I timori di una crisi finanziaria senza precedenti con ripercussioni durature sulla crescita economica si acuiscono di giorno in giorno e oggi gli occhi sono tutti rivolti verso le banche centrali che potrebbero mettere in atto l'atteso taglio dei tassi simultaneo. L'ipotesi di una riduzione coordinata tra Usa ed Europa si fa sempre più concreta vista la sfiducia che attanaglia le banche e che ha bloccato l'intermediazione nelle economie occidentali. E anche la Banca del Giappone potrebbe seguire la manovra. Il presidente della Fed, Ben Bernanke, si è detto pronto a rivedere l'orientamento di politica monetaria. Bernanke ha sottolineato nuovamente le forti preoccupazioni per la crescita apprendo di fatto a un nuovo taglio dei tassi di interesse.

Ieri il Fondo monetario internazionale ha aumentato a 1.400 miliardi di dollari le sue stime sulle perdite globali causate dalla crisi finanziaria avvertendo che la crisi economica è in fase di peggioramento e si rende necessario un intervento "tempestivo e coordinato". La stima precedente era di 1.300 miliardi. Il Fmi ha lanciato l'allarme di una possibile recessione globale duratura, così come prospettato in queste ultime settimane da alcune case d'affari che scontano ormai l'ingresso in recessione anche dell'Europa. "Non è più in discussione se alcuni paesi entreranno o meno in recessione, ma quanto profonda e duratura sarà la recessione", ha rimarcato Tom Stevenson, numero uno del corporale writing di Fidelity Investments International.
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