1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Indici e quotazioni ›› 

Panic selling a Piazza Affari, Ftse Mib chiude con un tonfo del 4,7%

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

È panic selling sulle Borse. A Piazza Affari è un lunedì nero con l’indice Ftse Mib che ha mostrato un tonfo del 4,69% a 16.441 punti, sui minimi dal luglio del 2013. Il listino milanese ha aumentato le perdite in scia all’andamento negativo di Wall Street, ma oggi sul mercato hanno fatto la differenza tre fattori chiave. In primis le nuove tensioni sulla Grecia, con la Borsa di Atene che ha perso circa 11 punti percentuali e l’indice bancario scivolato sui minimi storici, in scia alla tenuta del governo Tsipras alle prese con la riforma delle pensioni. Un brutto segnale è arrivato dai titoli di Stato italiani: lo spread Btp-Bund è salito fino a 150 punti base e il rendimento del bond decennale italiano è schizzato all’1,70%. Infine nel pomeriggio sul mercato hanno iniziato a circolare voci sulle difficoltà da parte di Deutsche Bank di rimborsare nel 2017 le cedole sui bond subordinati: rumors che hanno fatto volare i Cds sul debito della banca tedesca.

Le vendite, seppur generalizzate, si sono sentite specialmente sui titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 9,73% a 6,905 euro, Montepaschi l’11,35% a 0,523 euro, Popolare dell’Emilia Romagna l’11,57% a 3,986 euro, Popolare di Milano il 9,26% a 0,602 euro, Ubi Banca il 10,11% a 3,464 euro, Intesa SanPaolo il 3,35% a 2,304 euro. Vendite anche sugli altri titoli legati al settore finanziario come Anima Holding e Mediobanca che hanno lasciato sul parterre l’8,45% a 5,63 euro e il 9,09% a 6 euro. Le vendite hanno però colpito tutti i comparti presenti sul listino milanese: fanno parecchio rumore i crolli di Saipem (-24,21% a 0,394 euro) e FCA (-9,63% a 5,395 euro).