Paesi emergenti: la panoramica globale di ottobre

Inviato da Riccardo Designori il Mar, 20/11/2012 - 15:09

<i>Di  seguito l'analisi mensile riferita ad ottobre sui mercati emergenti elaborata dal team di analisti di Raiffeisen Capital Management. A detta degli esperti dell'intermediario, i mercati emergenti sembrano aver superato i minimi ciclici grazie ai segnali di ripresa della congiuntura. Tuttavia sullo sfondo permangono le sfide poste dal rallentamento dei consumi, quelli di matrice europea in particolar modo</i>




<b>Risultati aziendali e temi regionali dominano i mercati azionari dei Mercati Emergenti a ottobre</b>

A ottobre, i mercati azionari dei paesi emergenti hanno avuto, tutto sommato, di nuovo una performance migliore dei mercati dei paesi industrializzati sviluppati. Rimane, comunque, da vedere, se con ciò sia giunto al termine il periodo con un andamento del valore decisamente sotto la media iniziato oltre due anni fa. Sono però sempre più numerosi i segnali di un andamento migliore dei paesi emergenti nei prossimi mesi rispetto ai mercati azionari sviluppati. Tuttavia, a ottobre i singoli mercati emergenti (EM) hanno fatto registrare un andamento relativamente eterogeneo - si è assistito sia ad aumenti fortissimi sia a lievi perdite dei corsi. La Borsa turca si è ancora una volta distinta positivamente; l'indice ISE 100 è balzato in alto di quasi il 10% e ha toccato il massimo più alto di sempre. Le azioni H cinesi a Hong Kong hanno fatto registrare un forte segno più, mentre le azioni A sul continente cinese stentano a salire. In generale, a ottobre sono stati piuttosto i temi riguardanti i vari paesi e le società a determinare gli eventi; l'impatto dei temi globali (Grecia, congiuntura in Cina e negli USA) si è fatto sentire notevolmente meno. Se questo trend dovesse continuare, allora in futuro le quotazioni azionarie delle singole società dovrebbero essere determinate di nuovo in maniera più forte dai propri fattori fondamentali individuali.




<b>Minimi ciclici superati nei Mercati Emergenti?</b>

Dal punto di vista economico i Mercati Emergenti sembrano aver superato i minimi ciclici; aumentano i segnali di una ripresa congiunturale nella maggior parte dei paesi. Tuttavia, persistono i rischi connessi alla crescita provenienti da Europa, Giappone e USA e questi dovrebbero rappresentare un freno anche per le economie dei paesi emergenti. In compenso, questi ultimi dispongono però ancora di un margine di manovra per rilanciare le proprie economie con misure di politica monetaria e fiscale. Questo vale in particolare per la Cina. Nonostante tutte le speculazioni e preoccupazioni di un imminente "hard landing", la Cina dovrebbe continuare a crescere in modo solido. Nemmeno gli eccessi di capacità produttiva e gli squilibri che senza dubbio sono presenti in alcuni settori dell'economia cinese dovrebbero causare problemi troppo grandi. Diversi scettici del "miracolo economico" cinese tendono inoltre a esagerare notevolmente le dimensioni della presunta "bolla degli investimenti".




<b>Outlook a breve e medio termine per gli attivi patrimoniali dei Mercati Emergenti notevolmente migliorato</b>

Mentre le prospettive congiunturali dei paesi emergenti sono piuttosto positive, rimangono dei punti di domanda importanti relativi all'andamento di lungo periodo (tema che verrà approfondito nei prossimi EM-report). Dal punto di vista degli investitori questo significa un outlook di nuovo più positivo per i prossimi 1-3 anni, mentre dopo sarà utile agire con maggiore cautela. Una crescita economica migliore da sola, senz'altro non porta automaticamente a quotazioni in aumento - per questo ci vorrebbero anche utili aziendali in crescita e/o un migliorato sentiment di rischio degli investitori operativi a livello globale. In questo senso, i rischi negli USA ( "fiscal cliff") e nella Zona Euro (crisi del debito) potrebbero rallentare ancora per molto anche i mercati azionari dei Mercati Emergenti. Nonostante ciò, le previsioni per azioni, obbligazioni e valute della maggior parte dei paesi emergenti per i prossimi trimestri sono comunque positive - sia in termini assoluti sia relativi rispetto ai mercati sviluppati.
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