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Paesi emergenti: Moody’s rivede al ribasso le stime di crescita per il 2012 e 2013

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L’onda lunga della crisi economica arriva a lambire anche i Paesi emergenti, che rischiano un rallentamento delle loro economie in pieno sviluppo. Un segnale in questo senso è arrivato oggi da Moody’s, che ha tagliato le stime di crescita su 20 economie emergenti, a causa di un più debole scenario esterno e di un rallentamento della domanda interna.

Secondo l’agenzia di rating statunitense, i Paesi emergenti nel loro insieme cresceranno quest’anno del 5,2% e non più del 5,8% come previsto ad aprile. L’anno prossimo la crescita è stimata del 5,7% contro il 6% atteso in precedenza. Una revisione al ribasso dettata soprattutto dalla crisi nell’Eurozona. “Manteniamo le nostre previsioni per una crescita relativamente robusta negli Usa, ma continuiamo ad aspettarci che l’area euro affronterà una recessione nel 2012”, si legge nella nota, che dopo qualche riga precisa: “una più profonda recessione di quella attualmente attesa nell’area euro rappresenta un rischio elevato per l’outlook di crescita globale”.

A pesare sull’economia mondiale e di conseguenza sui Paesi emergenti anche la volatilità dei mercati finanziari, gli sforzi per consolidare i bilanci, la debole fiducia tra i consumatori e gli imprenditori, i livelli di disoccupazione persistentemente elevati e l’indebolimento del mercato immobiliare. Moody’s prevede per le economie sviluppate del G20 una modesta ripresa: un +1,4% quest’anno e una espansione del 2% nel 2013, in linea con le previsioni elaborate ad aprile.