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Padoan: flessibilità regole è punto di partenza, dati Germania sono campanello d’allarme

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Non si tratta cambiare le regole del Patto di Stabilità, ma di usare quelle che ci sono nel modo migliore e con lungimiranza“. Così il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, presentando il programma del semestre italiano alla commissione Affari economici del Parlamento europeo, sottolineando come le regole prevedano già un certo grado di flessibilità. Per Padoan bisogna utilizzare le regole attuali in una prospettiva di più lungo termine: “Le riforme hanno effetti positivi nel lungo termine ma negativi nel breve”. Riforme strutturali serie infatti richiedono del tempo per avere effetti. Un Paese ha infatti bisogno di uno, due, tre anni per vedere i frutti delle riforme non solo approvate ma anche attuate.

Padoan ha sottolineato poi come “l’uso della flessibilità all’interno delle regole è un punto di partenza“, dobbiamo “essere chiari sul perché ci serve” e cioè perché”è parte di una strategia che combina consolidamento con riforme per rafforzare la crescita”. E proprio sulle riforme il responsabile del dicastero di via XX settembre ha sottolineato che per realizzarle “è indispensabile rafforzare gli incentivi” e ha precisato che il programma economico della presidenza italiana si concentrerà su tre assi: integrazione economica, riforme strutturali e investimenti.  Il ministro ha posto l’accento anche sul fatto che “l’attuazione delle riforme comporta per i governi dei costi politici, sociali ed economici che si manifestano subito, mentre i benefici interni di crescita e occupazione sono differiti nel tempo”. Ha quindi esortato a tenere conto di queste dinamiche e ad applicare le regole Ue esistenti “con lungimiranza”.

Sulla Tobin Tax, Padoan ha spiegato che “la presidenza italiana lavorerà per fare progressi sulla cooperazione rafforzata sulla tassazione delle transazioni finanziarie. Non è una questione facile, è importante concordare una tabella di marcia che permetta una introduzione graduale della tassa passo dopo passo”. Secondo Padoan “occorre avere un approccio pragmatico: dobbiamo concordare un meccanismo comune, applicarlo e vedere come opera in pratica“. Il ministro ha definito poi una “campanello d’allarme” i recenti dati provenienti dalla Germania: “Il quadro macroeconomico dell’area euro resta deludente. I dati, anche quelli che vengono dalla Germania, sono un campanello d’allarme. La debolezza persiste nel tempo più di quanto non pensassimo sei mesi fa”.