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Padoan chiede a Ue sconto 9 miliardi. Ecco a quanto potrebbe scendere manovra 2018

Il ministro dell’economia scrive che l’aggiustamento strutturale dei conti pubblici dell’anno prossimo sarà pari allo 0,3% del pil. Si tratta di un aggiustamento decisamente inferiore allo 0,8% approvato…

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Pier Carlo Padoan chiede all’Europa uno sconto di circa 9 miliardi di euro, per il 2018. La cifra viene calcolata sulla base del contenuto della lettera che il ministro dell’economia ha inviato all’Unione europea.

Nella missiva, Padoan scrive che l’aggiustamento strutturale dei conti pubblici sarà pari allo 0,3% del pil.

Si tratta di un aggiustamento decisamente inferiore a quello dello 0,8% del Pil approvato dal Parlamento, che implica per l’appunto uno sconto di 9 miliardi sulla manovra che dovrà essere varata dall’Italia.

La minore correzione dei conti significa che l’Italia chiede praticamente di non osservare il target sul deficit per il 2018, stabilito nel Def all’1,2%.

Significa anche che la manovra per il 2018 non sarà una nuova tegola sulla testa degli italiani – o comunque non avrà le dimensioni di cui si era parlato finora – anche se tutto ovviamente dipende dalla risposta che arriverà da Bruxelles.

La lettera di Padoan all’Ue

Così il ministro scrive nella lettera:

“Fin dal 2014 il governo italiano è stato impegnato negli sforzi per tenere il rapporto debito-pil sotto controllo. Questo rapporto si è stabilizzato de facto grazie a sforzi fiscali di lungo periodo che virtualmente non hanno uguali nella zona euro fin dall’inizio della crisi economica e finanziaria, soprattutto rispetto all’entità del surplus primario conseguito“.

Il governo italiano, continua Padoan:

“intende proseguire lungo questo percorso, con un equilibrio adeguato tra il rafforzamento della ripresa in corso e della sostenibilità fiscale. Si tratta di un sentiero stretto viste le attuali condizioni macroeconomiche” ma un consolidamento fiscale più stringente “comprometterebbe la ripresa e metterebbe a rischio la coesione sociale. Con questa strategia in mente, vi informo che il governo intende procedere ad un aggiustamento del saldo strutturale pari allo 0,3 del pil nel 2018. Si tratta di uno sforzo sostanziale che consentirà di ridurre ulteriormente il deficit e di garantire un calo del rapporto debito-pil”.

La ripresa in atto, conclude il ministro:

“potrà beneficiare di tale equilibrio della posizione fiscale e di una strategia strutturale in gran parte in linea con il pacchetto pubblicato dalla Commissione nei giorni scorsi”.

Manovra, ecco a quanto scenderebbe l’importo con ok Ue a Padoan

A questo punto, in termini pratici, se l’Ue desse il suo ok, a quanto potrebbe scendere la manovra per il 2018? Secondo alcuni calcoli, sarebbero necessari almeno 6 miliardi di euro per evitare l’aumento dell’Iva, e dunque sterilizzare le clausole di salvaguardia previste per il 2018.

Questo il calcolo: Padoan chiede un aggiustamento dei conti pari allo 0,3%. In valori assoluti, si tratta di una cifra attorno a 5,1 miliardi, decisamente inferiore a quella prevista dal Parlamento, che parlava di una correzione pari allo 0,8%, dunque di 13,6 miliardi in valori assoluti.

Padoan chiede dunque uno sconto di circa 8,6 miliardi.

Per il 2018, la manovra era stata inizialmente valutata a 19 miliardi.

La correzione appena varata dall’esecutivo e ora in discussione al Parlamento – la cosiddetta manovrina – permette di far scendere il conto a 15 miliardi circa. Da tale cifra, se l’Ue sarà ancora magnanime con l’Italia, si spera di detrarre uno sconto di 9 miliardi circa.

Si arriverebbe con la sottrazione a 6 miliardi di risorse, che sarebbero utilizzate per azzerare l’aumento dell’Iva.