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Padoan su banche: non ci sono altri focolai di crisi. In Borsa focus su Carige con novità NPL e rumor scalata

QUOTAZIONI Bca CarigeBca Mps

Il ministro dell’economia risponde alla critica dell’Eba sui salvataggi delle venete e Mps affermando che “suona un poco strana”.

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Banche italiane sempre protagoniste: il focus rimane su Mps e sul suo ritorno in Borsa – che dovrebbe avvenire a settembre, con il flottante che si attesterà al 30% – ma anche su Carige. Il titolo della banca genovese guadagna ancora, dopo la notizia relativa alla cessione a giugno di crediti in sofferenza per 938,3 milioni di euro lordi al veicolo di cartolarizzazione Brisca Securitisation Srl.

Ma a far salire le quotazioni dell’istituto di credito sono soprattutto i rumor che circolano da qualche ora. Il quotidiano La Repubblica fa notare per esempio che in due giorni sono stati scambiati 110 milioni di pezzi, quasi il 15% del capitale. Volumi che avrebbero portato già qualche analista a pensare a possibili scalate su Carige.

Nel mentre Pier Carlo Padoan rassicura gli italiani affermando che, nel settore bancario, non ci sono focolai di crisi.

In un’intervista rilasciata al Gr1, il ministro dell’economia e delle finanza ha sottolineato che “abbiamo rimesso in carreggiata la quarta banca del paese” (riferendosi a Mps) e le due banche venete sono state rilevate da Intesa Sanpaolo. A questo punto,  è essenziale che tutti gli istituti inizino ” ad accelerare l’erogazione del credito all’economia e a liberarsi il più rapidamente possibile delle sofferenze nei bilanci”.

Con il salvataggio di Veneto Banca e Popolare di Vicenza, lo Stato si è accollato un costo – per farsi carico delle bad bank, ovvero degli asset non performanti – pari a 5,2 miliardi di euro, che potrebbe tuttavia salire anche a 17 miliardi di euro. Attraverso lo strumento della ricapitalizzazione precauzionale, lo Stato ha salvato anche Mps, con aiuti pubblici per un valore di 5,4 miliardi che hanno ricevuto l’ok della Commissione europea.

Totale costo Stato (ovvero, totale costo contribuenti): più di 22 miliardi di euro.

Il ministro ha difeso l’operato delle autorità di controllo Consob e Bankitalia: “Non ho ragioni di dubitare che Consob e Bankitalia abbiano pienamente svolto le loro funzioni”. E ha sottolineato che, su errori legati al misselling, “se ci sono amministratori irresponsabili vanno perseguiti legalmente”.

Sicuramente, “occorre fornire ai risparmiatori, soprattutto alle famiglie, molta più informazione rispetto al passato. E questo si può fare, si deve fare. E si farà anche con il sostegno pubblico con iniziative relative alla educazione finanziaria”.

In ogni caso, sulle condizioni di salute del panorama bancario italiano, Padoan ha sottolineato:

“Sono sempre stato prudente ma dobbiamo fare attenzione a non vedere i benefici. Il sistema bancario sta uscendo da una crisi violentissima, per la piena salute ci vorrà tempo”.

Un appunto è stato fatto invece sulle critiche dell’Eba, l’Autorità bancaria europea, che sono arrivate nelle ultime ore:

La critica dell’Eba sui salvataggi delle venete e Mps, ha affermato Padoan, “suona un poco strana”.

Ieri, nel corso della sua audizione alla Commissione finanze del Senato Andrea Enria, numero uno dell’Eba. aveva auspicato la conclusione della “normativa a livello europeo”, al fine di “armonizzare l’intervento pubblico, che rimane lo strumento di ultima istanza sulla soluzione delle crisi delle banche quando c’è un pericolo sistemico”.

Enria aveva detto anche che con il salvataggio delle banche venete, l’Italia ha violato le regole dell’Unione europea. Sulla situazione degli NPL, ha ricordato inoltre che “il volume dei crediti deteriorati rimane ancora eccessivamente elevato, poco al di sotto dei 1.000 miliardi di euro per tutta l’Unione, nelle banche del nostro campione”.

Facendo notare che “in dieci Stati membri, tra i quali l’Italia, il rapporto tra crediti deteriorati e impieghi si situa sopra al 10%, con un effetto negativo sulla redditività delle banche e sulla loro capacità di erogazione di nuovi crediti”.