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Padoa-Schioppa, l’Italia cresce più del previsto

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Per ciò che attiene alla riforma delle pensioni – riforma sollecitata ancora settimana scorsa dalla Commissione europea nel dare l’ok al piano di stabilità messo a punto dall’Italia – “il Governo non è in ritardo”. Parola del ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, che, in occasione della riunione dell’Ecofin, ovvero dei ministri delle Finanze europei, ha fatto sapere che “il Governo non è in ritardo. Il tempo certamente c’è e la base è il memorandum firmato con i sindacati che ha molto significato e molto valore”.


 

Nel memorandum cui fa riferimento il ministro, per mettere mano alla riforma, è prevista la scadenza del 31 marzo. Ma rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se tale data fosse ancora valida, Padoa-Schioppa ha tagliato corto, limitandosi ad affermare che il tema delle pensioni è “molto complesso e difficile e non si può trattare con dichiarazioni su punti specifici”. Anche perché poi con il commissario Ue agli Affari Economici e Monetari, Joaquin Almunia, “c’è una totale chiarezza e condivisione di punti di vista, nonostante i ricami di stampa che spesso si leggono”. In ogni caso, secondo quanto dichiarato dal ministro italiano, nella riunione di ieri dell’Eurogruppo non è stato affrontato il tema della riforma delle pensioni.

 

Meno reticente, invece, Padoa-Schioppa lo è stato sulla questione del Prodotto interno lordo (Pil) del Belpaese. Il ministro ha infatti spiegato che la crescita economica dell’Italia nel 2006 potrebbe essere superiore alle aspettative: “Potrebbe essere dell’1,7% o dell’1,8%, contro l’1,6% delle previsioni e allo stesso modo mi attendo che il 2007 sia migliore delle stime”. A influire in senso positivo sulla crescita del Pil made in Italy per l’anno in corso, sempre stando a quanto affermato da Padoa-Schioppa, sarebbero tre principali fattori: il buon andamento dell’economia europea e di quella tedesca in particolare; l’effetto trascinamento di una chiusura del 2006 migliore del previsto; le misure di politica economica che il Governo ha preso, compresa una finanziaria che sembra già essere stata assorbita bene.

 

Allargando il campo all’Eurozona, il ministro italiano dell’Economia ha bollato come false le affermazioni secondo cui il programma di riforme strutturali dovrebbe ripartire dall’inizio. “Il programma delle riforme strutturali di Eurolandia – ha detto – è ancora incompiuto, ma non è vero che si parte da zero. Siamo in una fase in cui si correggono al rialzo le stime di crescita, dopo che per anni erano state ritoccate al ribasso. E lo stesso discorso vale per l’Italia”.