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Padoa-Schioppa, il Governo manterrà gli impegni presi sulle pensioni

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Rassicuranti le parole pronunciate soltanto ieri, a margine della riunione dell’Ecofin, ovvero dei ministri dell’Economia e delle Finanze dei 27 stati membri dell’ Unione Europea, da Tommaso Padoa-Schioppa: per quanto concerne le pensioni “certamente manterremo in maniera rigorosa gli impegni, che sono nella legislazione italiana prima ancora che in una richiesta dell’Ue”. “Il programma di politica economica del Governo – ha proseguito il ministro italiano dell’Economia – andrà avanti”. Per quel che invece riguarda il momento critico del Governo Prodi, “questo momento di crisi si chiuderà nelle prossime ore e non modificherà il percorso sul quale io stesso sono impegnato”.


Ma se è vero che “per l’Italia, per il Governo attuale e anche per quello precedente, le notizie sono buone e il piano di risanamento sottoscritto nel 2005 si sta realizzando anche più del previsto”, è altrettanto vero che “è troppo presto per stabilire se si trata di una crescita strutturale, pur essendoci alcuni elementi che lo lasciano sperare”. Quel che è importante è evitare di fare come in passato, perdendo l’occasione del vento favorevole: “Agli inizi degli anni ’90 fu persa un’occasione e oggi non dobbiamo commettere lo stesso errore. Bisogna capire che è un momento fra i più favorevoli degli ultimi anni”.

Padoa-Schioppa ha poi bollato davanti ai colleghi, che, va ricordato, hanno trovato il piano italiano “ampiamente coerente” con l’obiettivo di una riduzione del deficit sotto il 3% del Prodotto interno lordo (Pil) entro la fine dell’anno, come “fuochi d’artificio” pericolosi e dettati da leggerezza le indiscrezioni di stampa sulla riforma delle pensioni. Ecco perché il ministro italiano ha preferito invitare tutti alla riservatezza: “Siamo in un clima di negoziato o di vigilia di negoziato e su nessun punto specifico ci si può pronunciare al di fuori di un quadro d’insieme”.


Infine, per quanto l’Ecofin abbia approvato il piano messo a punto dall’Italia, i ministri dell’Economia e delle finanze Ue si sono trovati d’accordo nel rilevare che “mancano dettagli sulla strategia di aggiustamento e la cosa rappresenta già di per sé un rischio per la realizzazione degli obiettivi di bilancio dopo il 2007”.