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Padoa-Schioppa: “Eni-Enel, rischio Opa se Il Tesoro vende”

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Privatizzare sì, ma con giudizio. Ridurre ancora la quota dello Stato in Eni ed Enel è impossibile, a meno di non accettare il rischio scalate. Per il resto nel portafoglio dello Stato, non c’è rimasto molto di “appetibile” per il mercato. A fare il punto della situazione è il ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa che, durante l’audizione davanti alla Commissione di Camera e Senato, ha ammesso che in questi settori “le privatizzazioni sono molto più difficili da concepire”. Anche se questo non esclude l’ingresso di soci privati in alcune società, “come Poste e Ferrovie”. Un’ipotesi, quella paventata dal ministro, solo teorica, dato che il Dpef appena varato include le Fs tra le società “in profonda crisi Finanziaria e/o economica che non le rendono appetibili per il mercato”. Dopo aver fruttato in dodici anni la bellezza di 150 miliardi di euro, la stagione delle grandi privatizzazioni può dirsi conclusa può dirsi ormai conclusa,. Inoltre, secondo Padoa-Schioppa “la partecipazione dello Stato in Eni ed Enel è arrivata al limite sotto il quale queste aziende sarebbero sottoposte a offerta pubblica d’acquisto.”