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OVS inarrestabile in Borsa (+125% dai minimi di dicembre), Tamburi prende il comando

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Nuovo exploit a Piazza Affari per OVS che in avvio segna un progresso del 9% circa a 1,70 euro in scia all’ufficializzazione dell’accordo che porta Tamburi a rilevare la quota di controllo della società. Balzo del titolo che fa seguito a quelli messi a segno sul finale della scorsa ottava e che hanno arrotondato il saldo 2019 molto positivo. Dai minimi dello scorso 13 dicembre a 0,758 euro, il titolo OVS ha più che raddoppiato il proprio valore con un sonante +125%.

 

L’inizio del rally è coinciso con l’ascesa di Tamburi, lo scorso 18 dicembre, sopra la soglia di rilevanza del 3% di partecipazione nel gruppo retail, che veniva da un anno nero in Borsa. Il saldo in Borsa a 12 mesi rimane ancora ampiamente negativo di quasi -70%.

 

Le mosse di TIP e l’uscita di scena di BC Partners

Venerdì Tamburi Investment Partners (Tip) ha sottoscritto un accordo con il gruppo Coin, società indirettamente controllata da fondi BC Partners e partecipata, tra gli altri, da esponenti del management di Ovs) per l’acquisto dell’intera partecipazione detenuta da quest’ultima in OVS, pari al 17,835% del capitale.

 

Il closing dell’operazione è previsto entro il 12 marzo e ha ad oggetto 40,5 milioni di azioni, che saranno acquistate al prezzo unitario di 1,85 euro, per un controvalore complessivo di 74,9 milioni. In tal modo la partecipazione di Tamburi salirà complessivamente al 22,747% del capitale della stessa divenendo il singolo maggiore azionista. TIP intende supportare il top management e “realizzare un’operazione di crescita selettiva” che porterà benefici nel medio-lungo termine.

 

La merchant bank ha esperienza nel settore retail oltre a essere ben presente in alcune delle maggiori realtà di Piazza Affari (Fca, Ferrari, Amplifon, Moncler e Prysmian) e anche non quotate come Eataly.

 

Il gruppo Coin si è impegnato a fare sì che entro la data del closing tre amministratori non esecutivi nonché l’attuale presidente di Ovs (tutti eletti dall’assemblea dei soci del 31 maggio 2017 e tratti dalla lista presentata per tale assemblea dalla società venditrice) rassegnino le proprie dimissioni con decorrenza, quanto ai primi tre, dalla data del closing dell’operazione e, quanto al presidente, dalla data dell’assemblea di approvazione del bilancio di esercizio di Ovs al 31 gennaio 2019.

2018 molto difficile per il gruppo retail

Il 2018 è stato un anno molto difficile per OVS culminato nel lancio del warning con i conti del terzo trimestre con vendite e profitti in calo complice l’ulteriore deterioramento del mercato (comprese condizioni meteo sfavorevoli).

OVS è alle prese con le trattative con le banche per la rinegoziazione del debito in scadenza a febbraio 2020 pari a 475 milioni di euro. Secondo gli analisti di Equita l’operazione risulta molto positiva per OVS  “n quanto il management potrà contare su stabilita’ dell’azionariato e supporto da parte del nuovo principale azionista, eliminando inoltre il rischio overhang”. L’ufficializzazione di questa operazione, rimarcano gli analisti, lascia inoltre intendere che il processo di rinegoziazione del debito di Ovs, in scadenza tra un anno, possa essere in fase avanzata.