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Outlook Pimco: non è detto che Fed riuscirà ad alzare i tassi, politiche Bce spingono l’Eurozona

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Il contesto economico globale si mostra più che mai disomogeneo con le prospettive per la Cina in deciso deterioramento, mentre l’Eurozona trova importante sponda nell’azione della Bce e la Fed che potrebbe non riuscire nell’intento porre fine al lungo periodo a tassi zero. Sono le principali risultanze del Cyclical Outlook presentato da Pimco. La società di gestione degli investimenti leader a livello mondiale vede la crescita globale raggiungerà il 2,5-3,0% annuo nei prossimi 12 mesi con un tasso di espansione del 2,25-2,75% per l’economia statunitense e dell’1,5-2,0% per l’economia dell’Eurozona. 

Cina ed emergenti con le ruote sgonfie, Pechino verso nuovi stimoli
Per quanto riguarda i paesi industrializzati, Pimco anticipa un modesto incremento del ritmo di espansione, mentre le prospettive di crescita in Cina si stanno palesemente deteriorando e le altre principali economie emergenti, quali Russia e Brasile, sono in recessione. Secondo PIMCO, l’implementazione di una complessa serie di politiche necessarie per gestire il passaggio da un’economia basata sulle esportazioni verso una crescita sostenuta dalla domanda interna sta mettendo alla prova le autorità cinesi e il tasso di espansione del PIL cinese dovrebbe essere compreso tra il 5,5% e il 6,5%. A fronte di tali condizioni economiche difficoltose, PIMCO si aspetta un’ulteriore significativa reazione di politica monetaria da parte della Banca Popolare Cinese (PBOC).

Fed potrebbe non riuscire ad innalzare i tassi
Per gli Stati Uniti le previsioni di Pimco sono di una modesta ripresa della crescita e dell’inflazione rispetto ai livelli del primo semestre 2015. Gli aumenti previsti dell’occupazione e dei redditi da lavoro dovrebbero sostenere i consumi; i tassi ipotecari storicamente bassi e la potenziale domanda di abitazioni, alimentata dalla formazione di nuovi nuclei familiari e dalle dinamiche demografiche, dovrebbero dare impulso alla crescita del mercato edilizio. Inoltre gli investimenti delle imprese sono frenati dal calo dei prezzi del petrolio e dal rallentamento dell’attività di esplorazione e trivellazione, mentre le esportazioni risentiranno degli effetti ritardati della forza del dollaro e della decelerazione della crescita nelle economie emergenti. “Quanto alla Fed statunitense, gli aumenti dei tassi saranno probabilmente molto graduali – sottolinea Pimco – e la Fed potrebbe addirittura non riuscire ad innalzare i tassi ufficiali dalla soglia minima.

Politiche BCE stanno dando i loro frutti in Eurozona 
A differenza degli Stati Uniti, l’Eurozona ha beneficiato dell’indebolimento della propria valuta e dei bassi prezzi del petrolio, due fattori d’impulso che dovrebbero sostenere la domanda aggregata l’anno venturo. Nonostante le incertezze sulla Cina e altre economie emergenti, a giudizio di Pimco l’Eurozona registrerà una fase di espansione reale superiore al trend grazie soprattutto al sostegno della domanda interna. Ciò conferma inoltre che le politiche della BCE stanno dando i loro frutti. A seguito del calo dei costi di finanziamento e dell’allentamento dei criteri di concessione dei prestiti da parte delle banche, il credito sta tornando a crescere. Le aspettative d’inflazione sono aumentate. Tutti questi fattori agevolano le condizioni finanziarie, che a loro volta si trasmettono all’economia reale. Inoltre, PIMCO ritiene che le politiche fiscali non esercitino più un impatto negativo sulla crescita dell’Eurozona: Irlanda, Grecia, Portogallo, Spagna e, in misura minore, Italia hanno infatti compiuto notevoli progressi sul fronte delle riforme strutturali.
Implicazioni per gli investimenti: tra i bond ancora valore nelle scadenza intermedie 
In termini generali, PIMCO ritiene che i mercati obbligazionari globali siano ancorati dal quadro di lungo periodo della “Nuova Neutralità”. A fronte di tassi ufficiali più bassi nei  prossimi tre-cinque anni, le valutazioni nei mercati obbligazionari appaiono da equilibrate a piuttosto elevate, ma non eccessive. Per quanto riguarda i tassi d’interesse, PIMCO ravvisa ancora valore nelle scadenze intermedie, che non scontano pienamente la possibilità di un prolungamento del QE oltre settembre 2016, il termine della BCE, e offrono valide opportunità di carry. Lo scenario, che vede una crescita positiva e livelli d’inflazione relativamente contenuti, abbinato ad una prosecuzione del QE, rimane favorevole agli spread nella periferia dell’Europa. Per quanto riguarda il settore corporate, Pimco vede opportunità nell´intero spettro creditizio globale.
PIMCO rimane ottimista sul dollaro USA, per via della divergenza delle dinamiche e delle politiche economiche in un periodo in cui l’economia statunitense fa registrare una brillante performance e la Fed è destinata ad avviare un inasprimento, mentre si attende un continuo allentamento monetario al di fuori degli Stati Uniti.