Outlook eurozona: prospettive crescita rimangono incerte (Ifo/Insee/Istat)

Inviato da Daniela La Cava il Lun, 06/10/2014 - 15:04
Le prospettive di crescita nell'area euro rimangono incerte. La ripresa modesta attesa nel terzo trimestre del 2014 sarà frenata dalle tensioni geopolitiche che penalizzeranno il clima di fiducia degli investitori e, nonostante il deprezzamento del cambio, le esportazioni. Sono queste le "previsioni  congiunte" per l'Eurozona presentate oggi da Istat, Ifo e Insee, gli istituti statistici rispettivamente di Italia, Germania e Francia. 

Mentre la ripresa nell'area dell'euro dovrebbe rimanere modesta nella seconda metà dell'anno, i tre istituti vedono una crescita marginale nei primi mesi del 2015 trainata principalmente da Spagna e Germania. Nell'economic outlook dell'Eurozona gli esperti indicano per il 2014 un Prodotto interno lordo (Pil) in crescita 0,8%, mentre l'economia dovrebbe crescere a un ritmo dello 0,2% nel terzo e nel quarto trimestre per poi accelerare marginalmente dello 0,3% nel primo trimestre del 2015. 
"Questo risultato medio, tuttavia, nasconde andamenti eterogenei tra le diverse economie dell'area - avvertono gli esperti - Il progressivo miglioramento della domanda interna costituirà il principale fattore trainante della ripresa. Gli investimenti fissi lordi riprenderanno a crescere stimolati dalle migliorate condizioni di liquidità, dal più basso costo del capitale e dalla necessità di ricostituire la capacità produttiva persa a causa della crisi finanziaria".
 
Nell'orizzonte di previsione, Istat, Ifo e Insee segnalano che la ripresa nel mercato del lavoro dovrebbe continuare, sebbene con una dinamica insufficiente a determinare una significativa riduzione del tasso di disoccupazione. La crescita dei salari in termini reali, favorita dalla bassa inflazione, sarà di supporto ai consumi privati che accelereranno progressivamente (+0,1% in terzo trimestre, +0,2% nel quarto e +0,3% nel primo trimestre del 2015).

E l'inflazione? A settembre 2014 è cresciuta dello 0,3% in termini tendenziali. Sotto l'ipotesi che il prezzo del petrolio si stabilizzi a 97 dollari al barile e che il tasso di cambio dollaro-euro fluttui attorno a 1,28, l'inflazione totale dovrebbe crescere solo marginalmente nei prossimi due trimestri nel quarto trimestre 2014 +0,5% e +0,6% nei primi tre mesi del prossimo anno).

"I principali rischi associati a questo scenario sono al ribasso e includono una ripresa inferiore alle attese degli investimenti e un incremento del risparmio delle famiglie a scopo di deleveraging - sostengono gli economisti di Ifo, Insee e Istat nell'Eurozone economic outlook -  A questi fattori di rischio interni si aggiungerebbero l'indebolimento della domanda estera da parte delle economie emergenti, in particolare Asia e America Latina, e un inasprimento delle tensioni geopolitiche internazionali nell'Europa dell'Est in Iraq e Siria".

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