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Outlook: 5 domande sulle prospettive del IV trimestre

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Dopo un estate che si è rivelata volatile sui mercati europei a causa della maggiore sensibilità al rischio geo-politico e dei deludenti dati macro-economici nel Vecchio Continente, gli investitori si interrogano sulle prospettive macro e sulle decisioni politiche di breve termine. Cosa riserverà il quarto trimestre? Una risposta arriva dal team macro di Exane BNP Paribas, guidato dal chief economist Pierre Olivier Beffy. Ecco 5 domande cruciali sui prossimi mesi:
1) La ripresa del ciclo economico globale è ancora in corso? 
Il team di Exane BNP Paribas ritiene che la ripresa dell’economia globale dovrebbe perdurare nei prossimi mesi, grazie soprattutto alle politiche monetarie, ancora espansioniste, dei paesi del G3 in un contesto caratterizzato da condizioni finanziarie favorevoli e dal calo dei prezzi energetici. “Particolarmente rosee sono le prospettive sulla locomotiva americana che dovrebbe registrare, grazie al minore fiscal drag, alle condizioni finanziarie accomodanti, all’elevata redditività delle società e ad un miglioramento del settore immobiliare, un ritmo di crescita più sostenuto nel breve periodo”. Gli economisti stimano, inoltre, un miglioramento del momentum nei paesi emergenti dove gli indicatori ciclici, supportati da una domanda americana e globale più forte e dalle buoni condizioni finanziarie, sono recentemente migliorati. 
 
2) L’Europa vivrà uno scenario “triple dip”? 
Exane BNP Paribas ritiene che già a partire dal quarto trimestre l’area euro registrerà una ripresa economica. “Il rischio di uno scenario “triple dip” anticipato da numerosi investitori è, dunque, veramente contenuto! E a quegli investitori che temono il ripetersi di quanto successo nel 2011, quando l’Europa fu protagonista di un “double dip” a seguito di un’impennata dei rendimenti obbligazionari che rese, in un contesto caratterizzato da un rialzo dei prezzi del petrolio, le condizioni finanziarie meno accomodanti, rispondiamo che lo scenario è attualmente differente”. Le condizioni finanziarie sono, secondo gli analisti, chiaramente migliori, con tassi a breve termine, rendimenti sovrani e rendimenti obbligazionari più bassi e con un euro più debole. Si potrebbe dunque assistere a una ripresa più rapida del previsto del credito corporate che, come suggerisce l’ultima indagine della Bce, potrebbe tornare ad essere positivo dall’inizio del 2015. Un’inversione di tendenza che potrebbe interessare, in particolare, l’Italia. 
3) Le banche centrali avranno un comportamento più accomodante? 
“E’ la Bce l’istituto che sarà principalmente protagonista di manovre di tal tipo dato che il persisterà di un’inflazione bassa spingerà l’Eurotower a espandere il proprio bilancio (fino a 500 miliardi stimati nel 2015) spingendo l’acceleratore sull’agenda inizialmente prevista”, affermano dalla banca d’affari francese. Secondo loro, a livello globale probabili candidati all’attuazione di manovre easing monetario sono anche la BoJ, “che dovrebbe prolungare il programma di QQE (Quantitative and Qualitative Easing) rendendolo open-end fino a quando l’inflazione non raggiungerà la soglia del 2%”, e la PBoC, la banca centrale cinese, “dato che, sebbene l’economia del Celeste Impero si stia stabilizzando, il miglioramento è ancora modesto”.
 
4) Il cross Eur/Usd continuerà a deprezzarsi?  
La squadra di economisti è convinta che il cross Eur/Usd continuerà a deprezzarsi nei prossimi mesi con un target stimato a fine 2014 pari a 1,25.
5) Quali sono i principali rischi? 
Due i principali rischi che potrebbero minacciare il contesto economico attuale, secondo Exane BNP Paribas: il rischio geo-politico e le sfide strutturali in atto in Cina chiamata a frenare lo shadow banking senza pesare eccessivamente sull’economia domestica. “Sebbene il rischio geo-politico rappresenti la principale incognita per i mercati finanziari e per l’outlook economico globale, l’impatto sulla crescita dell’Eurozona dovrebbe essere leggero in assenza di un’escalation del conflitto in Ucraina”, prevedono.