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Outlook 2018: UniCredit Research vede super euro a 1,25 e nuovi rialzi per azioni Europa ed emergenti

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Crescita economica robusta, banche centrali solo leggermente meno accomodanti ed euro in rafforzamento. Sono queste le principali indicazioni dell’outlook 2018 stilato da Unicredit Research. Gli economisti di piazza Gae Aulenti ritengono che il prossimo anno si confermerà un anno molto positivo per la congiuntura a livello globale con un ritmo di espansione del 3,9% circa.

Appetito per il rischio rimarrà alto, preferenza verso azioni UE ed emergenti

“Con politiche monetarie delle principali banche centrali solo marginalmente meno accomodanti, prevediamo ulteriori rialzi per le asset class più rischiose, azioni dell’eurozona e mercati emergenti in particolare”, commenta Erik Nielsen, Group Chief Economist di UniCredit.

Il rapporto euro/dollaro è stimato riprendere presto il suo trend crescente, arrivando alla fine del prossimo anno intorno a 1,25. UniCredit Research parte dal presupposto che il recente aumento dei prezzi del petrolio perduri ancora per diversi mesi, ma che le tensioni nel Medio Oriente non provochino shock nell’offerta. Di conseguenza, lo studio prevede un graduale calo dei prezzi del petrolio a partire dalla prossima primavera, fino a un valore di 55-60 dollari al barile. Il recente inasprimento delle tensioni tra Arabia Saudita e Iran rappresenta il maggiore singolo rischio di breve termine per tali previsioni.

Usa ed Eurozona in ottima forma anche il prossimo anno

A correre con decisione saranno sia gli Stati Uniti che l’Eurozona. Oltreoceano la crescita economica dovrebbe godere nel breve di una piccola spinta generata dalla pianificata riforma fiscale, mentre è probabile che la Fed aumenti tre volte i tassi d’interesse nel corso del prossimo anno.

L’economia dell’eurozona dal canto suo dovrebbe continuare a crescere a un buon ritmo per tutto il prossimo anno, con un incremento del PIL del 2,3% annualizzato, continuando in tal modo a ridurre l’eccesso di capacità produttiva inutilizzata e generando una modesta spinta all’inflazione core. L’inflazione  rimarrà al di sotto del target della BCE per tutto l’orizzonte previsionale (2018 – 2019) e per questa ragione Unicredit Research ritiene che gli acquisti netti continueranno probabilmente fino alla fine del 2018 e la forward guidance sui tassi d’interesse rimarrà in atto.

 

Treasury al 2,75% e Bund a 0,80%

La politica monetaria delle banche centrali è attesa quindi solo marginalmente meno accomodante. In tale contesto, il Global Economic Outlook di UniCredit Research prevede che i Treasury raggiungano verso la fine del 2018 un rendimento del 2,75%, mentre in Europa il rendimento del Bund a 10 anni è visto tra 12 mesi intorno allo 0,80%, stretto tra la spinta al rialzo proveniente dagli Stati Uniti, il proseguimento degli acquisti della Bce e la forte crescita dell’eurozona con bassa inflazione.