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Outlook 2017, Volatilità di mercato in primo piano

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In un anno politicamente imprevedibile come il 2016, i mercati finanziari sono stati insolitamente calmi. Troppo calmi, secondo Matthias Hoppe, Senior Vice President e Portfolio Manager di Franklin Templeton Solutions: “Le misure di mercato della volatilità prevista hanno scambiato a livelli sorprendentemente bassi nle corso dell’anno, nonostante i numerosi fattori di preoccupazione: incertezze economiche che rimangono evidenti ovunque; crescita globale contenuta e valutazioni del mercato azionario impegnative; segnali di incipiente inflazione (almeno negli Stati Uniti) mentre molte obbligazioni governative globali offrono poco o nessun rendimento. Guardando al 2017, prevediamo però un cambiamento”. “A fine 2016 – aggiunge Hoppe – molte delle asset class spesso favorite dagli investitori absolute return apparivano costose, e gli strumenti che solitamente offrono diversificazione sono sembrati meno efficaci, dati i bassi rendimenti iniziali per asset simili ai bond. Quindi, quando costruiamo le nostre strategie absolute return dobbiamo essere memori del “viaggio che sperimenteranno gli investitori”, e il 2017 potrebbe essere un anno con onde più grandi del previsto”.
 
Inflazione
 
Ma quali sono le sfide del 2017? Secondo Hoppe la prima sfida è legata all’inflazione, che non è stata una rilevante preoccupazione negli ultimi anni, ma che potrebbe innescare una maggiore volatilità di mercato il prossimo anno.Mentre l’influenza deflazionistica della crescita dei commerci globali contenuti inizia a dissiparsi, prevediamo che l’aumento dei prezzi tornerà in cima alle preoccupazioni degli investitori – spiega Hoppe – Prevediamo inoltre che la Federal Reserve muoverà i tassi di interesse moderatamente più in alto e i mercati potrebbero quindi integrare un profilo più ripido di quanto attualmente previsto, se le prospettive inflazionistiche saranno meno chiare”.
 
Dollaro
 
La seconda sfida si riferisce al dollaro Usa, destinato ad apprezzarsi sulla scorta dell’inasprimento monetario, specialmente se dovesse essere accompagnato da una crescita ragionevolmente robusta. Tuttavia, il mercato del lavoro statunitense è già rigido: la disoccupazione è scesa sotto il 5%, la metà del livello visto nel 2010, e si è verificata la crescita degli stipendi. “Questo elemento potrebbe esercitare ulteriore pressione sugli utili societari, portando a un’esplosione inflazionistica controproducente – dice lo strategist – Inoltre, qualunque brusca forza del dollaro potrebbe presto esportare non solo l’inflazione in altre parti del mondo, ma anche un periodo di accresciuta incertezza e volatilità di mercato”.
 
Banche centrali
 
Un tale contesto potrebbe non vedere la Bce o la Bank of Japan raggiungere i loro target inflazionistici, o necessitare di un brusco cambiamento di politica. In altre parole, complicherebbe i già difficili dibattiti sull’efficacia di tassi di interesse ultra bassi e di strumenti di politica monetaria non convenzionali. Inoltre l’Europa stessa potrebbe continuare a causare incertezza a livello politico, con Paesi che rappresentano circa il 90% del Pil dell’Eurozona che terranno elezioni nel 2017. “Questo contesto probabilmente determinerebbe curve di rendimento più ripide nei mercati obbligazionari sviluppati – dice lo strategist – Potrebbe altresì, almeno per un po’ di tempo, provocare un’inversione del flusso di fondi che ha sostenuto gli asset dei Mercati Emergenti”. “Tuttavia – aggiunge Hoppe – riteniamo che uno degli asset più sopravvalutati siano le obbligazioni societarie high-yield. Qualunque inversione dei flussi di “ricerca del rendimento”, che hanno spinto le valutazioni a livelli eccessivi nel novembre 2016, condurrebbe a una brusca correzione nei prezzi e a una ricerca di porti percepiti come più sicuri”. 
 
Come investire
 
Nel complesso il team di Franklin Templeton non ha una view negativa sulle azioni, sebbene il potenziale di performance non sia molto convincente. “Tuttavia, se confrontato con il rendimento attualmente modesto delle obbligazioni governative di molti mercati sviluppati, il rendimento da dividendo dalle azioni ci sembra più interessante”, dice Hoppe. Che aggiunge: “Una strategia che continuiamo a prediligere, mentre continuiamo a cercare modi di gestire il rischio e di catturare potenziale di performance, è investire in selezionati mercati azionari globali e gestire attivamente un programma di overlay dei derivati. Un tale overlay può catturare ulteriore income vendendo opzioni call: possiamo poi utilizzare parte di questo income per acquisire protezione contro un brusco calo nei mercati, o un aumento nella volatilità anticipata”.