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Outlook 2017, “La reflazione proseguirà anche nei prossimi sei mesi. Puntare ora su commodity e ciclici

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Dall’estate scorsa i dati macroeconomici globali hanno iniziato a segnalare l’avvio di una nuova fase ciclica di reflazione, ovvero di un incremento della crescita del Pil nominale dovuto sia a un miglioramento della crescita, sia a una ripartenza dell’inflazione. Il trend si confermato in questa prima parte dell’anno e, a oggi, assistiamo a un’accelerazione ancora contenuta dell’economia reale globale e a una ripresa dell’inflazione, grazie al recupero dei prezzi delle materie prime, del petrolio in particolare. Come spiega nell’outolook 2017 Emilio Franco, vice direttore generale e responsabile degli investimenti di UBI Pramerica SGR, uno scenario di reflazione assume un’importanza notevole, data la positiva correlazione esistente del Pil nominale con gli utili delle imprese, con gli investimenti, con l’occupazione e, potenzialmente nel lungo termine, con l’aumento della produttività. “La riaccelerazione della crescita è una dinamica che si pone in discontinuità con la mediocrità che ha caratterizzato il corrente ciclo”, spiega Franco.
 
Rotazione
 
Ma che cosa è avvenuto nei portafogli dei gestori? Come spiega Franco, la virata, almeno temporanea, del contesto verso la reflazione ha attivato sui mercati da luglio delle rotazioni cross-asset regionali e settoriali, di stile sempre più cicliche e “rischiose”, in linea con i comportamenti storici in equivalenti fasi del “business cycle”. Nonostante ciò gli investitori si sono mediamente trovati non posizionati per un contesto così impostato, come confermato dalle principali survey, e – come spiega Franco – non hanno da subito assecondato le rotazioni che iniziavano a diventare evidenti, mantenendo portafogli tarati per fronteggiare il rischio di deflazione.
 
Effetto Trump
 
Quanto al futuro, secondo Ubi Pramerica, il contesto reflazionistico è destinato a consolidarsi almeno per i prossimi due trimestri. A sostenere la previsione sono gli annunci attesi di politica fiscale espansiva da parte dell’amministrazione americana, che aumenterà le probabilità che il ciclo in atto si prolunghi, in coerenza con la pubblicazione di dati macro che confermano un ingresso dell’economia mondiale nel 2017 in accelerazione sia sul fronte della crescita reale che dell’inflazione.
 
Trade reflazionistici
 
Come muoversi allora in questo contesto? Le strategie vincenti sono i “trade reflazionistici”. “Le asset class che privilegiamo e che evidenziano storicamente le migliori performance in tale scenario sono le commodity, i mercati azionari, specialmente quelli più ciclici e a maggiore leva operativa, oggi supportati da valutazioni relative attraenti dell’Eurozona, del Giappone e degli Emerging Markets, e le obbligazioni High Yield”, afferma Franco. Che conclude: “Quanto alle obbligazioni governative, tendono a sottoperformare, a maggior ragione quando i rendimenti sono compressi come quelli attuali, il che rende opportuna una bassa duration”.