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L’ottava dei listini europei si chiude con il segno più

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Nonostante sui mercati continuino ad aleggiare le tensioni geopolitiche, le indicazioni contrastanti arrivate dal mercato del lavoro statunitense spingono gli operatori a scommettere che la Federal Reserve, il cui board si riunirà tra poco più di dieci giorni, non ridurrà il piano di stimoli. Non è di questo avviso Vincenzo Longo, Market Strategist di IG. “Sebbene i dati non siano stati brillanti, non riteniamo che siano sufficientemente brutti da portare la Fed a rinviare il tapering il prossimo 18 settembre”, rileva l’esperto.

Il mese scorso il mercato del lavoro della prima economia ha evidenziato un saldo delle buste paga positivo per 169 mila unità, oltre 10 mila in meno rispetto alle 180 mila stimate dal consenso Bloomberg. Il calo del tasso di disoccupazione ai minimi da fine 2008 (7,3%), gli analisti avevano stimato un conferma del 7,4% precedente, nasconde un risvolto amaro perché innescato dalla riduzione del tasso di partecipazione al mercato del lavoro ai minimi dal 1978.

In questo contesto il listino tedesco, il Dax, ha terminato l’ottava con un incremento di mezzo punto percentuale (+0,49%) portandosi a 8.275,67 mentre l’indice della City, il Ftse100, è salito dello 0,23% a 6.547,33. Guadagni più consistenti per il Cac40, +1,06% a 4.049,19, e per l’Ibex, cresciuto dell’1,23% a 8.655.