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L’ottava dei listini europei si chiude con il segno meno

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Passato l’effetto-Draghi, le tensioni geopolitiche tornano a penalizzare i listini europei. Nonostante l’invito di Putin a posticipare la consultazione, i ribelli filorussi dell’est dell’Ucraina hanno confermato che il referendum sull’indipendenza da Kiev si terrà domenica 11 maggio. Indicazioni positive dall’agenzia Standard & Poor’s che ha alzato l’outlook sul merito di credito portoghese da “negativo” a “stabile”.

In agenda macro i dati relativi la bilancia commerciale tedesca (+14,8 miliardi, consenso +16,9) e la produzione industriale italiana e britannica a marzo (-0,5 e -0,1%). Per quanto riguarda gli Stati Uniti, +1,1% mensile a marzo per l’indice che misura l’andamento delle scorte all’ingrosso (consenso +0,5%).

Rosso di quasi un punto percentuale (-0,98%) per lo spagnolo Ibex che si è fermato a 10.487,2 punti mentre il listino francese, il Cac40, è sceso dello 0,66% a 4.477,28. Perdite più contenute per il Ftse100 (-0,36%) e per il Dax (-0,27%) che hanno terminato l’ottava rispettivamente a 6.814,57 e a 9.581,45 punti.

Seduta negativa per ArcelorMittal (-3,4%) che nonostante conti in linea con le stime è stata penalizzata dal taglio della view sulla domanda globale di acciaio. Rosso anche per Telefonica (-2,57%) in scia del calo degli utili a doppia cifra nei primi tre mesi (-23%).