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Ortis: “Eni dominante, ceda Snam e stoccaggi”

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La situazione dell’energia italiana è ancora “insoddisfacente”. Il boom dei prezzi del petrolio ha già appesantito le bollette nell’ultimo anno e mezzo, ma un “forte rischio di aggravio” potrebbe venire dai meccanismi sul tetto delle emissioni previsto dal trattato di Kyoto. Prezzi e tariffe potrebbero dunque lievitare dell’1%. Inoltre, nonostante il via libera alle liberalizzazioni gli operatori dominanti sono ancora in grado di controllare il mercato: è il caso di Enel per l’energia, ma ancora più di Eni per il gas. Ne è convinto Alessandro Ortis, presidente dell’Authority per l’Energia, che ieri, in occasione della relazione annuale in parlamento, ha dichiarato che “urgono soluzioni integrative rispetto a quelle già adottate”. Ortis ha proposto per Eni una soluzione radicale: via Snam Rete Gas e via Stogit, le due società attraverso cui il gruppo petrolifero controlla gasdotti nazionali e stoccaggi, perché “se si vuole garantire piena neutralità e trasparenza non possono restare nelle mani di uno solo dei concorrenti, per giunta il dominante”. Da Paolo Scaroni e Roberto Poli, rispettivamente amministratore delegato e presidente dell’Eni, per ora nessuna risposta, hanno lasciato la Camera velocemente limitandosi ad un secco “no comment”.