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Oro: la Svizzera dice no, prezzi verso i minimi pluriennali

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La Svizzera dice no. No al controllo della popolazione, no alla tassazione forfettaria e no all’incremento delle riserve auree della Banca centrale (Snb, Swiss national bank). Nel caso del metallo giallo, una vittoria del Sì avrebbe costretto la Bns ad acquistare circa una tonnellata d’oro al giorno per portare le riserve dall’attuale 7,8 al 20 per cento.

In attesa dei risultati, lo scorso 21 novembre i prezzi di un’oncia d’oro si erano spinti sopra quota 1.200 dollari toccando un picco a 1.208,2 dollari ma già venerdì scorso le scarse possibilità di vittoria avevano spinto il future con consegna febbraio a 1.164 dollari. Attualmente al Comex il derivato passa di mano a 1.177,2 dollari e gli operatori si attendono un nuovo test dei minimi pluriennali toccati lo scorso 11 novembre a 1.132 dollari.