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Oro: rosso di oltre il 2% nelle ultime cinque sedute, nel pomeriggio focus sulle payrolls

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Nonostante l’attuale incremento di un quarto di punto percentuale a 1.145,5 dollari l’oncia, il saldo settimanale per le quotazioni dell’oro segna un rosso del 2,25% (-5,5% nell’ultimo mese, -12,7% nel trimestre).

I miglioramenti della prima economia, focus nella seconda parte sull’andamento delle payrolls (dati migliori del previsto dovrebbero innescare nuove vendite, in caso di indicazioni deludenti i prezzi potrebbero invece rimbalzare), e l’avanzata repubblicana rappresentano una minaccia alle politiche espansive della banca centrale: a farne le spese è quindi l’oro, uno dei maggiori beneficiari delle politiche monetarie espansive degli ultimi anni.

Fiacca anche la domanda fisica in arrivo dall’Asia: sul mercato cinese il metallo giallo quota a sconto rispetto a Londra e in India i dati diffusi dalle associazioni dei gioiellieri relative le recenti festività del Diwali hanno evidenziato volumi in calo dell’8-10% su base annua.

“La mentalità del ‘don’t catch a falling knife’ (prendere al volo un coltello che cade, assumersi rischi eccessivi) sta spingendo gli acquirenti fisici ai margini del mercato”, rileva Walter de Wet di Standard Bank.