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Oro, rimane comunque bene rifugio d’eccellenza

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Non accadeva da oltre 30 anni che l’oro perdesse più di 10 punti percentuali in sole due sedute. Il metallo prezioso sta letteralmente precipitando e ha raggiunto ora i 1.390 dollari/oncia, nuovo minimo da marzo 2011.

Due le motivazioni principali dietro questo tonfo. Da un lato, il miglioramento del sentiment sui mercati ha spinto molti Etf a scaricarsi di oro (SPDR Gold Trust ha portato le giacenze di prezioso ai minimi da maggio 2010), dall’altro, le misure ultra espansive delle Banche centrali (Fed in particolare) non hanno portato al surriscaldamento dei prezzi e alla spirale inflattiva che molti temevano, causa anche la debole domanda dei consumi. Anche la domanda di oro da parte delle Banche centrali si sta indebolendo e la domanda netta globale sta diventando negativa. In quest’ottica da rilevare la cessione di 400 milioni di euro di oro detenuto nelle casseforti della Banca centrale cipriota per far fronte alle necessita del Paese.

D’altronde con le borse Usa ai nuovi massimi storici era abbastanza inverosimile vedere l’oro così sostenuto. La massiccia liquidità sui mercati si è riversata su altre asset class, come azionario e forex che negli ultimi mesi hanno garantito performance di tutto rilievo.

Tutti temi questi però che non sono in grado di giustificare un simile tonfo. In realtà stanno circolando dei rumors in questo momento secondo cui qualche operatore, banca probabilmente, sta cedendo oro in misura massiccia, circa 6 miliardi di dollari di controvalore. Anche il quadro tecnico ha contribuito a questo calo. La rottura del supporto a 1.525 dollari, ha aperto lo spazio per un’accelerazione sino ai 1.430 dollari. Probabilmente il forte e repentino calo ha innescato un movimento a catena che poi non si è arrestato a quel livello. Il livello ora da monitorare rimane a 1.380, minimo da marzo 2011, al di sotto del quale si avrebbe un altro allungo in direzione 1.300 dollari. Positività, improbabile nel breve, si avrebbe solo al di sopra dei 1.500 dollari.

Non ci sentiamo di dire che il metallo prezioso abbia perso la sua natura di bene rifugio. Rimane ancora l’asset class per eccellenza nei momenti di panico (flight to quality) e il calo generalizzato delle commodity ne è prova. Ciò posto, la nostra view di medio-lungo periodo rimane rialzista visti i dubbi e le incertezze che attanagliano l’eurozona, il rallentamento della Cina e i problemi di debito degli Usa.

VINCENZO LONGO
Market Strategist IG