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Oro e referendum in Svizzera: se vince il sì, la SNB dovrà acquistare 1 tonnellata di oro ogni giorno per 5 anni

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Svizzera e oro, un connubio che può portare volatilità nei prezzi del metallo pregiato. Domenica 30 novembre i cittadini della confederazione elvetica sono infatti chiamati a votare in un referendum che punta ad imporre alla Banca nazionale svizzera di elevare ad almeno il 20% la quota di riserve in oro e ad impedirle ogni vendita di lingotti nel futuro.

Il referendum è stato proposto dalla destra populista del Paese e la vittoria del fronte del Sì costringerebbe la SNB ad acquistare circa 1.650 tonnellate di oro in 5 anni. In pratica è come se per 5 anni la Banca nazionale svizzera fosse costretta ad acquistare sul mercato circa 1 tonnellata di oro ogni giorno di mercato aperto. L’esborso si aggirerebbe su circa 31 milioni di euro per ogni seduta di mercato.

L’impatto sulle quotazioni dell’oro appare dunque evidente: a solo titolo esemplificativo basti pensare che la produzione aurifera mineraria annua è di circa 3mila tonnellate. Anche le quotazioni del franco svizzero, specie nei confronti dell’euro, potrebbero essere oggetto di forti fluttuazioni, con gli investitori che metterebbero sotto pressione la soglia di 1,20 fissata dalla Banca nazionale svizzera.

In vista dell’imminente referendum del prossimo 30 novembre, FinanzaOnlineTV ha intervistato in esclusiva uno dei massimi esperti italiani dell’oro: Carlo Alberto De Casa. De Casa è autore de “I segreti per investire con l’Oro”, libro edito da Hoepli e acquistabile anche sull’eshop di Borse.it. Nell’intervista l’analista evidenzia i risvolti pratici sia di una vittoria del fronte del Sì che di quello del No.