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Oro: quotazioni in direzione 1.400 dollari, +29% per le posizioni nette lunghe

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Il peggior calo degli ultimi 11 mesi registrato dagli ordinativi di beni durevoli negli Stati Uniti spinge le quotazioni dell’oro. Terza seduta consecutiva con il segno più per il metallo giallo che in questo momento vede il future più scambiato, quello con consegna dicembre, salire di quasi un dollaro a 1.397 dollari l’oncia. Nel corso della seduta asiatica il derivato ha toccato quota 1.407 dollari, il livello maggiore da inizio giugno.

Penalizzato dagli ordinativi di parti di velivoli, computer e attrezzature per la difesa, a luglio l’indice statunitense che misura l’andamento dei beni durevoli ha evidenziato un rosso del 7,3%. Dopo il +3,9% di giugno gli analisti avevano stimato una contrazione del 4%.

Alla luce delle indicazioni contrastanti in arrivo dalla prima economia (che potrebbero ritardare il tapering, il piano di progressiva riduzione degli acquisti di asset) e dell’andamento della domanda fisica (il World Gold Council stima che nel 2013 la domanda in arrivo dai primi due mercati, India e Cina, farà registrare un nuovo record), nella settimana al 20 agosto gli operatori hanno incrementato le posizioni nette lunghe (differenza tra rialziste e ribassiste) del 29% a 73.216 contratti (dati Commodity Futures Trading Commission).