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Oro: prezzi in retromarcia, non siamo lontani dai livelli pre-Fed

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Indietro tutta per il metallo giallo. L’euforia innescata dalla decisione della Federal Reserve di posticipare l’inizio del “tapering” è durata poco e attualmente le quotazioni del bene rifugio per eccellenza segnano un rosso dello 0,6% portandosi a 1.324,2 dollari l’oncia, pochi dollari in più rispetto ai livelli pre-Fomc.

L’entusiasmo degli operatori ha dovuto fare i conti prima con le dichiarazioni rese dal chairman Bernanke e poi con quelle di James Bullard, presidente della Fed di St. Louis. I due hanno ricordato agli operatori che una prima sforbiciata al quantitative easing potrebbe essere annunciata a margine del meeting della banca centrale in calendario per il 29-30 ottobre.

Nelle ultime ore indicazioni ribassiste sono arrivate anche da Ed Morse di Citigroup secondo cui un miglioramento del contesto macro potrebbe spingere, prima della fine dell’anno, un’oncia d’oro a 1.250 dollari l’oncia. Dopo i 1.405 dollari del 2013, l’anno prossimo Morse stima un prezzo medio di 1.250 dollari l’oncia.