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Oro, prezzi in caduta libera. Focus sul referendum svizzero

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Ancora una seduta con il segno meno per le quotazioni del metallo giallo, sceso oggi a 1.161 dollari l’oncia, non lontano dai 1.160,5 dollari toccati venerdì scorso. Mancanza di pressioni inflazionistiche, rafforzamento del dollaro e indicazioni sopra le stime dalla prima economia tra le cause che nelle ultime cinque sedute hanno fatto perdere al metallo giallo altrettanti punti percentuali.

Una spinta per i prezzi a fine mese potrebbe arrivare dalla Svizzera dove i cittadini si esprimeranno su un referendum per imporre alla Banca centrale di alzare dall’attuale 7,8 ad almeno il 20% la quota di riserve in oro. Secondo i calcoli di Beat Siegenthaler, analista di Ubs, una vittoria del sì provocherebbe l’acquisto di 1.500 tonnellate di oro in cinque anni, pari a circa metà della produzione globale annua del metallo giallo e oltre tre volte lo shopping effettuato da tutte le banche centrali nel 2013 (409 tonnellate).