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Oro: payrolls sotto le stime spingono i prezzi

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Le quotazioni dell’oro tornano a crescere nella seconda parte. Seduta a due velocità per il metallo giallo che dopo esser sceso fino a 1.282,5 dollari l’oncia nel corso del pomeriggio ha capitalizzato le indicazioni arrivate dal mercato del lavoro statunitensi per riportarsi sopra quota 1.300 dollari. In questo momento il future con consegna settembre scambia invariato a 1.311 dollari l’oncia.

A luglio il saldo delle payrolls della prima economia è risultato positive per 162 mila unità, oltre 20 in meno rispetto alle stime. La delusione degli operatori è amplificata dalla revisione da +195 a +176 mila del dato precedente e dal fatto che a luglio il grosso delle assunzioni è stato effettuato in settori storicamente caratterizzati da un’alta dose di volatilità (che si amplifica nei mesi estivi) come la ristorazione e il retail.

Indicazioni sotto le stime dal mercato del lavoro, insieme alla crescita “modesta” delineata dalla Fed, incrementano le probabilità che la Banca centrale decida di confermare gli acquisti di titoli agli attuali livelli, 85 miliardi di dollari mensili, in attesa di un miglioramento più netto dell’occupazione.