Oro: nuovo record, sfondati anche i 1100 dollari per oncia

Inviato da Marco Barlassina il Ven, 06/11/2009 - 16:17

L'oro estende i rialzi e supera anche il muro dei 1100 dollari per oncia. A New York il future sul metallo giallo con scadenza dicembre è giunto pochi istanti fa a un massimo di 1101 dollari per poi ripiegare agli attuali 1097,35 dollari. Prosegue quindi il movimento al rialzo delle quotazioni aurifere partito a inizio settimana con la notizia dell'acquisto di 200 tonnellate di oro da parte della Banca centrale indiana dal Fondo monetario internazionale.

"La decisione dell'India di comprare 200 tonnellate metriche di oro (6,7 miliardi di dollari) dal Fondo monetario internazionale evidenzia lo storico spostamento rispetto all'anno scorso delle banche centrali, che da essere le più grandi net seller di oro (12 anni consecutivi di net selling) diventano net buyer sul metallo giallo. Dal momento dell'annuncio, il prezzo dell'oro ha battuto il record di tutti i tempi", ha commentato Nicholas Brooks, Head of Research and Investment Strategy di ETF Securities. "L'impatto sul mercato dell'oro non è semplicemente determinato dallo spostamento nella domanda fisica ma potenzialmente ci sarà anche un  impatto psicologico più vasto e  durevole sul settore dato che gli investitori privati non stanno ignorando il voto implicito delle più importanti banche centrali contro il dollaro statunitense e stanno tenendo in considerazione anche le preoccupazioni di medio termine sui rischi dell'inflazione globale".  ETF Securities, il più grande emittente europeo di ETC su oro fisico, ha visto i suoi ETC accumulare 8 milioni di once (8,7 miliardi di dollari al prezzo attuale) alla fine di ottobre, in crescita del 51% dall'anno scorso e vicino a raddoppiare i livelli di fine 2007.

Gli operatori si attendono che l'India possa essere solo la punta di un iceberg insieme a Cina, Russia e alle altre banche centrali dei più importanti paesi emergenti, come parte della loro diversificazione al di fuori del dollaro statunitense, che determinerebbe un cambiamento strutturale che potrebbe sostenere il prezzo dell'oro su base di medio/lungo periodo.

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