Oro: nuove bocciature da parte degli analisti, le vendite non sono terminate

Inviato da Luca Fiore il Mar, 25/06/2013 - 17:52
Nuova ondata di bocciature per il metallo giallo. Con i prezzi scesi ai minimi dal 2010, numerosi analisti nelle ultime ore si sono affrettati a rivedere al ribasso la view sull'oro, tra i maggiori beneficiari del quantitative easing messo in campo dalla Federal Reserve e vittima principale dell'annuncio di exit strategy. Il piano, che nelle intenzioni dovrebbe portare nel giro di un anno alla fine degli acquisti di asset, sembrerebbe aver ridotto quel poco di fiducia che il mercato continuava ad avere nell'investimento in oro che dopo il record storico toccato a settembre 2011 (1.921 dollari l'oncia) ha perso circa un terzo del suo valore riportandosi sotto quota 1.300 dollari.

Lo scarso livello di fiducia del mercato è ben testimoniato dall'andamento dell'oro fisico detenuto dagli Etp (Exchange-traded product) che, stando ai dati diffusi da Bloomberg, ieri si è attestato a 2.094,6 tonnellate, il livello più basso dal giugno del 2010. Da inizio anno i deflussi hanno rappresentato il 20% del totale e a meno di un'improbabile inversione di marcia nel 2013 assisteremo al primo calo dopo 10 anni di crescita ininterrotta.

Goldman Sachs: il riprezzamento è stato significativo, outlook incerto
Ed è proprio a causa dei deflussi degli Etp che gli analisti di Goldman Sachs hanno ridotto la view sui prezzi nel biennio 2013-14. Secondo quelli che in genere sono considerati perma-bulls (tori permanenti), "l'outlook di breve termine si conferma incerto" poiché "la portata del recente riprezzamento è stata significativa e attualmente include una prima sforbiciata al QE". Su queste basi, Goldman ha annunciato di aver ridotto la view 2013 da 1.435 a 1.300 dollari l'oncia mentre il dato relativo fine-2014 passa da 1.270 a 1.050 dollari.

Stime in calo anche per Morgan Stanley secondo cui il prezzo medio 2013 si attesterà a 1.409 dollari, contro i 1.487 attesi in precedenza, mentre per quanto riguarda l'anno prossimo il pronostico del colosso statunitense passa da 1.563 a 1.313 dollari. "In un contesto caratterizzato da un calo della domanda per i beni rifugio, di un un rafforzamento del dollaro e dell'incremento dei rendimenti obbligazionari statunitensi, le condizioni di mercato per l'oro e l'argento sono diventate assai meno favorevoli", si legge nel report targato Ms.

James Steel e Howard Wen di Hsbc Securities ieri hanno ridotto il prezzo medio atteso nel 2013 da 1.542 a 1.396 dollari mentre quello relativo l'anno prossimo passa da 1.600 a 1.435 dollari. A causa della "ripresa più lenta del previsto in Cina e del ritiro delle misure di stimolo da parte della Fed" la tedesca Deutsche Bank ha annunciato di aver limato la view 2013 del 6,7% a 1.431 dollari mentre il dato 2014 scende del 10,8% a 1.338 dollari.

"Quest'anno -si legge nel report dell'istituto teutonico- c'è stato un significativo mutamento di scenario per il mercato dell'oro e riteniamo che sia attribuibile a un'inversione di tendenza nel ciclo dei tassi di interesse statunitensi, all'outlook rialzista sul dollaro e a un processo di riallocazione a livello globale".

Dalla Svizzera, il Credit Suisse vede il prezzo 2013 a 1.400 (da 1.580) dollari e quello 2014 a 1.180 (da 1.500) dollari mentre per Ubs l'appeal dell'oro in chiave anti-inflazionistica e di alternativa al dollaro rischia di diventare "obsoleto" alla luce del progressivo ritiro delle misure di stimolo da parte della Fed. Con queste premesse l'oro nel giro di tre mesi è visto a 1.150 dollari l'oncia mentre il dato a 12 mesi è pronosticato a 1.050 dollari, 700 in meno rispetto alla stima precedente.
COMMENTA LA NOTIZIA