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Oro, dopo la recente discesa i supporti potrebbero favorire un rimbalzo

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La flessione che ha caratterizzato le quotazioni dai massimi intraday dello scorso 2 dicembre a 1.763,23 dollari l’oncia potrebbe essere seguita da un veloce rimbalzo prevalentemente di matrice tecnica. In un contesto che vede numerosi elementi grafici improntati al ribasso, le medie mobili di breve/medio e lungo periodo incrociate negativamente dall’alto verso il basso e la capitolazione avvenuta il 12 dicembre dei supporti dinamici offerti dalla trendline ascendente disegnata con i minimi del 21 e 25 novembre i due più evidenti insieme al doppio massimo che è stato completato con la chiusura sotto i 1.667,03 dollari, l’arrivo avvenuto lo scorso giovedì in prossimità dei supporti dinamici offerti dalla trendline ascendente di lungo termine e di quelli statici forniti dalla numerosa serie di top lasciati in eredità dalle sedute del 2 maggio e da molteplici a cavallo tra l’1 e il 23 giugno nel range compreso tra i 1.553 e i 1.577 dollari sono altri due fattori che potrebbero favorire un momentaneo rimbalzo dell’oro. La linea di tendenza ascendente di lungo periodo menzionata è stata tracciata con i minimi del 20 aprile e del 18 agosto 2009 e si è sempre dimostrata un valido supporto lungo tutto il movimento long che ha contraddistinto le quotazioni del metallo pregiato nell’ultimo bienno e mezzo. La sua violazione potrebbe suonare come un primo campanello d’allarme nell’inversione di lungo del trend, difficile dunque ipotizzare almeno una minima reazione dei compratori nelle sue vicinanze. Partendo da tali considerazioni ed evidenziando come la chiusura di venerdì abbia spostato l’ago della bilancia verso il long con la chiusura di giornata sopra i massimi intraday di giovedì, ingressi in acquisto a 1.594,15 dollari avrebbero primo target a 1.670 dollari e il secondo a 1.688 dollari. Lo stop si avrebbe invece al cedimento dei 1.557 dollari.