Oro di famiglia in vendita: svetta l'Italia

Inviato da Alessandro Piu il Ven, 25/05/2012 - 15:05
Chi non conosce il modo di dire 'si è venduto anche i gioielli di famiglia'? Di solito ci si riferisce in questo modo a chi, rimasto privo di altre risorse per campare o alla ricerca spasmodica di denaro, è costretto a vendere anche gli oggetti preziosi che possiede, il cui valore affettivo supera spesso quello offerto sul mercato. Allo stadio successivo, di solito, si dice 'è rimasto in mutande'.

Augurandoci che ciò non accada all'Italia, un articolo pubblicato ieri dal Financial Times conferma che gli italiani si stanno vendendo i gioielli di famiglia. Secondo la classifica di Thomson Reuters Gfms nel 2011 l'Italia è stato il terzo maggiore fornitore di oro riciclato (dunque non estratto) con 116,5 tonnellate, dietro Stati Uniti e Cina. L'Italia ha immesso una quantità di oro sul mercato pari a quella dell'Indonesia (111 tonnellate di oro nel 2011). Con una differenza, l'Indonesia l'oro lo estrae, l'Italia no.

Una conferma indiretta di quello che si può intuire spostandosi sui mezzi pubblici delle città o passeggiando per le strade. Sono aumentati i cartelli 'compro oro' e gli esercizi commerciali dedicati a questa attività.

Anche da questo dato si capisce come sia in atto un impoverimento generalizzato delle famiglie italiane e un trasferimento della loro ricchezza accumulata negli anni. Non si tratta solo di un effetto della crisi anche se di sicuro la crisi ha inasprito la situazione. L'impoverimento delle famiglie italiane inizia ben più lontano nel tempo come risulta dalle statistiche Istat secondo le quali i salari reali in Italia sono rimasti fermi negli ultimi venti anni e cioè dal 1993.
COMMENTA LA NOTIZIA