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Oro: i dati macro penalizzano il metallo giallo

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Le indicazioni migliori del previsto arrivate dai dati macro spingono al ribasso le quotazioni dell’oro. Nei tre mesi tra aprile e giugno la prima economia è cresciuta dell’1,7% trimestrale annualizzato, un dato decisamente superiore al +1% atteso dal mercato, mentre il sondaggio Adp ha rilevato che a luglio il settore privato ha creato 200 mila nuovi posti di lavoro, 20 mila in più rispetto alle stime.

Si tratta di indicazioni che vanno ad avallare il tapering, il piano della Banca centrale Usa che prevede il progressivo ritiro degli acquisti di asset, e che quindi stanno penalizzando i prezzi del metallo giallo (che nel quantitative easing hanno trovato un formidabile alleato) che in questo momento vede il future con consegna agosto passare di mano a 1.315 dollari l’oncia, lo 0,6% in meno rispetto al dato precedente.

Anche se dalla riunione odierna, anche in vista dei dati relativi tasso di disoccupazione e payrolls di venerdì, non dovrebbero emergere grandi novità, gli analisti scommettono che nel meeting in calendario per settembre la Fed annuncerà una sforbiciata agli acquisti di 20 miliardi a 65 miliardi mensili.