L'oro continua a macinare record. I mercati asiatici risalgono la china

Inviato da Titta Ferraro il Mar, 23/08/2011 - 08:50
Non accenna ad arrestarsi la corsa dell'oro che stamattina ha aggiornato nuovamente i massimi storici. Il prezzo spot ha toccato un picco a 1.913,50 dollari l'oncia, in rialzo di oltre l'1% rispetto ai livelli della vigilia. Il future con scadenza a dicembre si è spinto fino a 1917,9 dollari. Il saldo da inizio anno del metallo giallo è di +34% (+55% se si considerano gli ultimi 12 mesi). Nel solo mese di agosto le quotazioni dell'oro risultano salite di quasi il 17% complice il violento sell-off che ha caratterizzato i mercati azionari spingendo gli investitori verso il metallo prezioso percepito come bene rifugio per eccellenza.

Oggi si muovono in rialzo anche le altre commodity, in particolare metalli industriali quali il rame, in scia alle buone indicazioni arrivate dalla stima flash dell'indice Pmi cinese di agosto con l'attività manifatturiera vista in ripresa. La stima preliminare del Pmi manifatturiero cinese elaborata da Hsbc Holdings è stata di 49,8 punti dai 48,9 del mese precedente quando aveva toccato i minimi a 28 mesi. Il dato ufficiale del Pmi manifatturiero sarà diffuso da Pechino il prossimo 1 settembre.

Giornata positiva per le Borse asiatiche con Tokyo salita dell'1,22% che si è risollevata dai minimi a 5 mesi, Seoul è salita del 3,8% e Sydney (+2,23%) ha beneficiato del rimbalzo dei prezzi delle commodity con conseguente rally del settore minerario e di quello energetico. In particolare il ritorno di fiducia sul mercato nipponico è stato favorito dalle attese di un intervento da parte del governo e della banca centrale per contrastare l'eccessivo apprezzamento dello yen. Masaaki Shirakawa, governatore della Bank of Japan, ha dichiarato che l'istituto è sempre pronto a prendere "drastiche e aggressive" decisioni di politica monetaria volte a supportare l'economia. "L'apprezzamento dello yen - ha aggiunto Shirakawa - può avere un grande impatto negativo sull'economia giapponese frenando le esportazioni, i ricavi aziendali e la fiducia delle imprese.
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