1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Valute e materie prime ›› 

Oro: la Cina si conferma il primo mercato

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN
Nel primo trimestre le tensioni legate all’andamento del mercato immobiliare e i timori legati alla crescita dell’inflazione hanno fatto registrare alla domanda cinese di oro un nuovo record. È quanto si legge nel Gold Demand Trends, il rapporto trimestrale sull’andamento del mercato dell’oro pubblicato dall’autorevole World Gold Council.

La Cina si conferma il primo mercato
Nei primi tre mesi dell’anno, e per il secondo trimestre consecutivo, la Cina si è confermata il primo mercato per il metallo giallo con un rialzo delle richieste del 10% annuo a 255,2 tonnellate, al di sopra delle 207,6 tonnellate registrate dall’India (-29%). La domanda cinese di lingotti e monete d’oro nei primi tre mesi è salita del 13% mettendo a segno un nuovo record a 98,6 tonnellate mentre le richieste in arrivo dall’industria dei gioielli hanno registrato un +8% a 156,6 tonnellate.

In calo invece la domanda dei gioiellieri indiani (-19% a/a), penalizzata dalla debolezza della rupia e dallo sciopero che ha recentemente paralizzato il settore. Alla luce della fine delle agitazioni “è probabile -si legge nel report pubblicato dal WGC- che nel secondo trimestre registreremo un balzo delle richieste dall’India”.

In particolare evidenza il ruolo delle Banche centrali
Un caso a parte è rappresentato dalle banche centrali che, dopo aver incrementato l’offerta totale tra il 1989 ed il 2009, a partire dal 2010 sono diventate acquirenti nette. Nel 2011 gli acquisti di oro da parte del settore ufficiale si sono attestati a 439,7 tonnellate, quasi sei volte in più rispetto al 2010 (77 tonnellate).

Secondo i dati targati WGC nei primi tre mesi gli acquisti netti delle Banche centrali sono stati pari a 80,8 tonnellate, il 41% in meno rispetto al Q1 2011. Rosso anche per le richieste in arrivo dall’industria dei gioielli (-6%) e da quella tecnologica (-7%). Il dato totale relativo i primi tre mesi segna una contrazione del 5% annuo a 1.097,6 tonnellate sostenuto dal +13% della domanda per investimento e dal +17% della domanda di lingotti e monete. Il prezzo medio si è attestato a 1.690 dollari l’oncia, dai 1.387 dollari di un anno fa.

Prospettive per i prossimi mesi
Per i prossimi mesi ” ci attendiamo un’ulteriore crescita della domanda cinese: l’alto costo del denaro ha reso gli operatori diffidenti, e le restrizioni del mercato immobiliare continueranno a guidare la domanda degli investitori”.  In probabile crescita anche le richieste del settore ufficiale, visto che alcuni Paesi, come la stessa Cina, punteranno ad incrementare la quota di riserve in oro rispetto al totale. Le riserve cinesi di oro attualmente rappresentano meno del 2% rispetto al totale, contro l’oltre 70% di Stati Uniti, Germania, Italia e Francia.

Secondo la media degli analisti contattati da Bloomberg, le quotazioni nel 2012 si attesteranno a 1.740 dollari l’oncia, contro i 1.673,76 dollari medi registrati finora. La scorsa settimana gli analisti di Barclays hanno tagliato l’outlook dell’8% a 1.716 dollari e quelli di RBS hanno portato la stima a 1.725 dollari, -25 dollari rispetto al pronostico precedente.